Trieste, 15.07.26 – «La sfida dell’invecchiamento della popolazione impone una programmazione lungimirante, capace di garantire nel tempo la sostenibilità economica e sociale del sistema, senza perdere di vista la qualità della vita delle persone e il ruolo centrale del servizio pubblico». È questa la posizione espressa dai consiglieri regionali Francesco Martines, Massimiliano Pozzo (Pd) e Enrico Bullian (indipendente del Patto per l’Autonomia-Civica Fvg) intervenuti oggi in III Commissione Salute durante l’esame delle delibere di Giunta sul fabbisogno di servizi semiresidenziali e di posti letto nelle strutture residenziali per anziani non autosufficienti.
«Le delibere rappresentano un passaggio importante – spiegano i consiglieri dem esprimendo il loro assenso – perché affrontano con criteri strutturati e oggettivi, sulla base di un’analisi approfondita, una delle principali sfide dei prossimi anni. Le buone norme si scrivono, ma sarà però fondamentale verificarne nel medio termine l’attuazione, affinché garantiscano un’offerta omogenea sul territorio, servizi di qualità e risposte adeguate ai bisogni di una popolazione sempre più anziana. Il tema della fragilità occuperà sempre di più la politica regionale e richiederà sempre più risorse e quindi bisognerà dare risposte responsabili e non demagogiche».
Secondo gli esponenti di opposizione, la priorità deve essere quella di rafforzare la rete dell’assistenza territoriale, investendo sulla domiciliarità e su tutte le soluzioni che consentano alle persone di rimanere il più a lungo possibile nel proprio ambiente di vita. «Trasferire progressivamente risorse dal sistema ospedaliero ai servizi territoriali significa migliorare la qualità della vita degli anziani, sostenere le famiglie e ridurre la pressione sulle strutture residenziali. Quando le condizioni lo consentono, è giusto favorire percorsi di assistenza che permettano alle persone di restare nella propria casa».
Martines, Pozzo e Bullian richiamano inoltre la necessità di affrontare in modo organico il tema della sostenibilità economica e sociale del sistema, che riguarda non solo le risorse economiche che il sistema pubblico e le famiglie stesse devono sostenere, ma anche la disponibilità di personale qualificato, l’appropriatezza dell’assistenza sanitaria garantita all’interno delle Rsa e il mantenimento di standard elevati di cura. «Le esigenze cresceranno nei prossimi anni e sarà indispensabile programmare per tempo gli investimenti necessari, rafforzando le professionalità e assicurando servizi sempre più qualificati».
Sul rapporto tra pubblico e privato, i consiglieri ribadiscono che «la regia deve rimanere saldamente pubblica. Una esperienza positiva è quella delle case di riposo di Palmanova e San Giorgio di Nogaro, che hanno creato una società pubblica per gestire direttamente il personale dedicato all’assistenza, svincolandosi dal ricorso alle cooperative. Un pubblico che funziona è preferibile, ma una collaborazione con soggetti privati può funzionare, purché la selezione avvenga con la massima trasparenza, siano coinvolti operatori competenti e venga esercitato un rigoroso controllo sulla qualità delle prestazioni erogate. L’obiettivo politico che dobbiamo porci – concludono – è tenere alta la qualità della vita, dentro e fuori dalle strutture».


