Salute: Martines (Pd), serve progetto condiviso contro fuga pazienti

Pubblicato il martedì 10 Mar 2026

 

Trieste, 10.03.26 – «Accanto ai progetti di partenariato pubblico privato, che però devono ancora concretizzarsi, sarebbe necessario individuare in maniera trasparente un progetto, magari condiviso con le opposizioni, che chiarisca le strategie per il futuro assetto sanitario regionale pubblico, che fa il pari con l’organizzazione della sanità territoriale e quindi avviare un percorso che freni la fuga di pazienti in particolare verso il Veneto. Si dovrà decidere quali funzioni dovranno essere concentrate nei centri di maggiore complessità e quali, dovranno rimanere diffuse sul territorio per garantire prossimità e accessibilità delle cure». Lo afferma il consigliere regionale Francesco Martines (Pd), primo firmatario della richiesta di audizione in terza commissione dell’assessore regionale alla Salute, Riccardo Riccardi che si è tenuta questa mattina, per illustrare gli orientamenti strategici della Giunta regionale a riguardo. Un’istanza, questa, nata a seguito dei dati emersi dalla relazione al Parlamento sulla gestione dei servizi sanitari regionali elaborata dalla Corte dei conti per gli esercizi 2023-2024.

«L’audizione odierna era importante per capire le strategie ed eventualmente su quali proposte alternative anche l’opposizione possa ragionare, basandosi su fatti concreti, Oggi sono emersi dati importanti sul fatto che c’è stato negli ultimi anni un contenimento della fuga, un’inversione nel saldo della specialistica ambulatoriale, un aumento della produzione, assorbendo così anche la maggiore richiesta di prestazioni dettata inevitabilmente dall’aumento delle persone anziane che necessitano sempre di più di questo tipo di prestazioni, ma non si è riusciti ad andare oltre». Quello che secondo Martines è mancato, «a parte le previsioni del partenariato, è una chiarezza sugli interventi futuri sul pubblico, che potrebbero ridurre a breve e in maniera efficace e forte la fuga soprattutto verso il Veneto. È chiaro che la scarsa attrattività del sistema sanitario regionale si intreccia sulle previsioni di riforma del Ssn, che introduce il disegno di legge delega del Governo che prevede una revisione della classificazione delle strutture ospedaliere, prevedendo ospedali di terzo livello come centri di eccellenza». A tale riguardo, conclude Martines, «sarebbe importante che la Regione, agendo in anticipo rispetto ad altri, pensi anche a una possibile struttura sovra regionale: ma questo è possibile solo a fronte di interventi riorganizzativi che partendo dal progetto della rete oncologica si ritrovi una visione politica capace di tenere assieme interessi territoriali, qualità delle cure, sicurezza per gli utenti e sostenibilità del sistema».

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