Salute: Gruppo Pd, su mmg situazione esplosa, si è perso tempo

Pubblicato il mercoledì 28 Gen 2026

 

Trieste, 28.01.26 – «La vicenda dei medici di medicina generale ha raggiunto livelli di emergenza elevati sui quali è necessario intraprendere ogni strada possibile. Impiegare i medici di famiglia in pensione non può essere la soluzione definitiva, ma può al massimo tamponare una situazione esplosiva. Eravamo d’accordo il 15 gennaio e continuiamo a esserlo, anzi siamo convinti che si doveva procedere subito e non perdere tempo come ha fatto irresponsabilmente questo litigioso centrodestra». Lo affermano i consiglieri regionali Francesco Martines, Nicola Conficoni, Laura Fasiolo, Manuela Celotti, Roberto Cosolini e Massimiliano Pozzo (Pd) intervenuti oggi nella 3ª commissione riunita per esprimere il parere sul disegno di legge 72 “Misure urgenti e straordinarie in tema di tutela della salute” che prevede appunto di introdurre, da parte delle Aziende sanitarie, la possibilità di conferire, per il 2026, incarichi di lavoro autonomo a medici in quiescenza.

Secondo il consigliere Martines «nonostante l’estrema urgenza della questione, è mancata una programmazione a livello nazionale, ma i problemi li dobbiamo risolvere a livello regionale e la politica ha il dovere di dare risposte quando si creano situazioni di sofferenza che tanti utenti stanno vivendo. Questa norma che si sarebbe potuta approvare il 15 febbraio, risparmiando tempo prezioso, non ha visto la luce perché FdI si è sfilata all’ultimo momento da una decisione già presa» ricorda ancora. «Misure per risolvere questo problema sono state messe in campo dalla Regione come quella per alleggerire i costi di segreteria dei medici di medicina generale, o quella per agevolare le donne/madri che scelgono questa professione, sulla formazione dei nuovi medici di base. Misure, queste, che daranno risposte e risultati in tempi lunghi, ma ora è certamente necessario e urgente far fronte a un’emergenza. La soluzione trovata – conclude – non è risolutiva ma intanto da una risposta parziale, che in ogni caso è una risposta».

La consigliera Fasiolo sottolinea «l’atteggiamento critico-costruttivo che abbiamo sempre avuto e le molte proposte fatte finora. Quello che è mancato, invece, è stato l’ascolto da parte dell’assessore Riccardi che ha scelto di non considerare nessuno dei nostri contributi. Alcune cose potevano essere fatte già tra anni fa per sopperire a tutte le carenze che si registrano sui territori. Invece sono stati detti tanti no alle nostre proposte di progettualità. Sul dm 77 abbiamo dato tutto il nostro apporto ponendo al centro il concetto chiave dell’attrattività». E ancora, Fasiolo ricorda che «con assoluta leggerezza è stata bocciata la mia mozione che chiedeva il superamento del modello Asap, per arginare il fenomeno del prestazionismo e favorire di contro la presa in carico dei pazienti cronici. Noi oggi votiamo a favore di questo provvedimento che doveva essere approvato prima, convinti che una buona politica avrebbe dovuto fare attenzione a mettere in pratica le proposte fatte».

Il consigliere Conficoni evidenzia «problematiche di carenza di medici di base non solo nei Comuni di vallata, ma anche nei quartieri delle città, che hanno ripercussioni negative sul livello di servizio offerto ai cittadini. L’assessore Riccardi, cinque anni fa affermava che l’accesso al Ceformed avrebbe garantito l’ingresso di nuovi medici nel sistema, purtroppo oggi registriamo che così non è stato, anzi la situazione si è addirittura aggravata: l’Agenas ha certificato che di i medici di medicina generale sono passati dagli 809 del 2019 ai 712 del 2023». E ancora, prosegue, «purtroppo solo a fine anno la Giunta si è decisa a incrementare il valore economico delle borse di studio. E oggi, riconoscendo implicitamente che le nostre osservazioni erano fondate, la Giunta porta in Aula un provvedimento per tentare di risolvere il problema, ma non prima di averlo rinviato in maniera irresponsabile, aggiungendo un’altra scivolata a quella commessa a Roma dal Governo che si è dimenticato di inserire la norma nel decreto milleproroghe», continua Conficoni sottolineando la «necessità di affrontare il tema in maniera strutturale su tre versanti: trattenimento dei medici di base in servizio; incentivo alla formazione; attrattività, cercando di mettere in campo misure efficaci per attrarre medici da fuori e su questo non ci siamo limitati alla denuncia, ma abbiamo fatto proposte concrete come quelle di garantire appartamenti a uso foresteria e ambulatori gratuiti per un periodo di tempo». Infine, sottolinea che «questo provvedimento riguarda solo i medici di base, ma ci sono problemi anche negli ospedali: perché non tentare di far sì che questi medici, in quiescenza, continuino a operare nel pubblico invece di trasferirsi nei centri privati? In questo modo sarebbe più facile abbattere le liste di attesa».

La consigliera Celotti sottolinea che «quello che sta succedendo sui territori, con particolare riferimento al Medio Friuli e alla Bassa Friulana, dove i cittadini e gli amministratori locali manifestano forte preoccupazione per la carenza di medici di medicina generale, stride con quello che è successo in Consiglio regionale il 15 gennaio, con il centrodestra diviso che nonostante la responsabile disponibilità delle opposizioni alla fine non ha portato l’emendamento che avrebbe potuto dare una prima risposta». Ma in generale, prosegue, «al di là di una misura straordinaria che si rende necessaria, resta il fatto che stiamo parlando di un tema noto da anni e sul quale si fatica a capire la strategia complessiva da parte della Giunta. Quanti medici riguarderà questa norma e quanti cittadini? E come mai le aziende sanitarie non si muovono in modo univoco? Perché mi risulta che sia in particolare l’Asufc ad aver impiegato medici in pensione, mentre le altre due hanno sperimentato strategie anche diverse per sopperire alla carenza dei mmg». E ancora, continua, «rimane comunque un tema enorme sullo sfondo, e cioè il rapporto tra il sistema pubblico, che sia sanitario, degli enti locali o delle forze dell’ordine, e il suo personale dipendente. Perché davanti alla carenza di personale e di competenze che riguarda tutti i comparti, non è possibile non avviare un ragionamento quantomai necessario e urgente per superare l’antistorico impedimento ad impiegare personale in quiescenza, così come è assolutamente urgente mettere in atto le innovazioni in termini di retribuzione e premialità, di condizioni lavorative e di carriera, che sole possono rendere di nuovo appetibile il pubblico impiego».

Il consigliere Cosolini, replicando a chi nel centrodestra afferma “ben venga se il centrosinistra vorrà approvare il ddl 72” chiarisce che «le opposizioni hanno dato una disponibilità chiara e netta fin da subito a questo provvedimento. Tuttavia quello che ci interessa è la soluzione del problema, quindi resto convinto che se tutto ciò darà sollievo a un problema molto sentito, allora il Consiglio avrà fatto qualcosa di utile». E ancora, continua, «questo provvedimento è stato reso necessario da una mancata proroga; che poi si tappi la cosa a livello nazionale ben venga e se c’è armonia rispetto ai provvedimenti presi in regione, ancora meglio. Ma se la Giunta stava per inserire nella norma sul carburante questo provvedimento e si è scelta questa strada è perché c’è stato un grave intoppo».

Secondo Pozzo «ci sono momenti in cui è indispensabile trovare soluzioni anche emergenziali. Serve tuttavia una programmazione e serve lavorare tutti con gli strumenti che abbiamo. A livello nazionale servono certamente sforzi maggiori sull’attrattività dei medici di base e anche su una necessaria spinta ai giovani. In Fvg alcune cose sono state fatte, alcune cose portate a termine, ma dobbiamo fare di più sull’attrattività. Ora certamente c’è l’onere di coprire un’emergenza che i cittadini sentono in maniera forte». Il provvedimento portato in Aula il 15 gennaio, continua Pozzo, «era certamente urgente e poteva essere approvato già allora, proprio per la pressione sui territori. Quel testo andava bene allora e va bene ora, ma purtroppo abbiamo assistito a una brutta pagina nella quale ho avuto l’impressione che alcuni ragionassero più su come apparire e giocare a fare i pavoni, piuttosto che sui reali problemi. Il provvedimento emergenziale è importante e fondamentale – conclude – e non toglie nulla su quello che si deve fare sulla programmazione».

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Redazione

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