Trieste, 01.04.26 – «La situazione dei posti letto per le cure intermedie resta un tema aperto che attende ancora risposta. Ci sono 0,4 posti ogni mille abitanti, mentre dovremmo averne 0,7. Se c’è stato un aumento dei posti di rsa, questione tutta da capire e sulla quale ho già presentato una richiesta di accesso agli atti, siamo però ancora lontani dall’aver risolto il problema della nostra grave carenza nell’offerta, soprattutto se si prevede di attivare gli ospedali di comunità previsti dal Pnrr dal dm 77 trasformando le attuali rsa, invece di attivare nuovi posti letto. Rispetto a Tarcento, e al taglio dei 13 posti di rsa avvenuto nel 2024, se l’offerta non è omogenea nei diversi ambiti, bisognerebbe aumentare le zone carenti, non tagliare i servizi dove esistono». Lo afferma la consigliera regionale Manuela Celotti (Pd) replicando alla risposta dell’assessore regionale alla Salute, alle interrogazioni attraverso le quali chiedeva chiarezza sulla situazione dei posti letto per le cure intermedie e in particolare per l’rsa di Tarcento.
«Trovo incredibile che si provi a spiegare le 17mila dimissioni in meno registrate negli ospedali della regione nel 2024 rispetto al 2019 pensando a dei ricoveri impropri evitati attraverso il potenziamento dell’assistenza domiciliare e territoriale. Certo, una parte dei ricoveri impropri potrebbe essere evitata dall’attivazione degli ospedali di comunità con accesso dal territorio, mentre la permanenza in ricovero ospedaliero, che in Fvg è di 2 giorni più lunga della media nazionale (come dichiara lo stesso assessore) potrebbe essere ridotta liberando posti nei vari reparti, e in primis in medicina, aumentano i posti di cure intermedie per anticipare le dimissioni, ma credo di poter dire che questi sono ancora in buona parte propositi e non progetti realizzati. E quindi, posto che è aumentato il numero delle persone anziane, con contestuale aumento delle pluripatologie che il sistema deve gestire, resta da spiegare le 17mila persone in meno conteggiate dagli ospedali. Questa domanda, per quanto mi riguarda, non ha ancora avuto una risposta plausibile» afferma Celotti che a riguardo ha presentato un secondo accesso agli atti.
Inoltre, secondo la consigliera resta un altro tema aperto, quello del trattamento delle acuzie: «Non possiamo pensare che si possano curare a casa. Per questo – continua – è un errore tagliare i posti letto ospedalieri, come avvenuto nella nostra regione, che già ne contava tre ogni mille abitanti, in linea con la media nazionale e molto al di sotto di quella europea. Ed è un errore soprattutto se si taglia negli ospedali prima di aver considerevolmente aumentato i posti del sistema di cure intermedie». Infine, Celotti chiude con una considerazione sulla situazione del tarcentino: «Nel 2024, anno che ha visto il taglio dei 13 posti di rsa, 37 persone sono state accolte in rsa di altri territori, in particolare Cividale e Gemona. La domanda a questo punto – conclude – è se i 20 posti di ospedale di comunità bastino».


