Salute: Celotti (Pd), crisi medicine, è ora di dare risposte

Pubblicato il sabato 21 Mar 2026

 

Trieste, 21.03.26 – «La crisi dei reparti di medicina interna in Fvg, tra ricoverati over 70 con un tasso medio di occupazione dei posti letto che sfiora il 100 per cento e personale carente, è sempre più preoccupante. Questo overbooking dei reparti di medicina è innegabilmente una diretta conseguenza anche del taglio dei posti letto, ben 225 in meno tra medicina e chirurgia negli ospedali della regione fra il 2022 e il 2023, soprattutto in quelli di base». Lo afferma la consigliera regionale Manuela Celotti (Pd) commentando il sondaggio nazionale promosso dalla Federazione delle associazioni dei dirigenti ospedalieri internisti.

«Prendendo a riferimento i soli posti di medicina interna, da un accesso agli atti fatto sul tema, si evince che nel confronto fra il 2019 e il 2024 per quanto riguarda gli ospedali pubblici Latisana passa da 61 a 42 posti letto, Palmanova da 79 a 62, San Daniele da 77 a 60, Tolmezzo da 78 a 66. Anche il Santa Maria della Misericordia di Udine perde posti, passando dai 233 del 2019 ai 195 del 2024 e anche Trieste, che passa da 161 a 144. Rimangono stabili San Vito, Spilimbergo, Gorizia e Monfalcone, con rispettivamente 44, 32, 58 e 60 posti, mentre cresce lievemente Pordenone, che passa da 105 a 122 posti. Dopo otto anni di governo Fedriga-Riccardo della sanità regionale mancano risposte ed è ora di chiarire quale strategia c’è dietro, anche perché è difficile contrastare la fuga fuori regione, che ha chiuso in perdita per quanto riguarda i ricoveri ospedalieri, se si taglia la risposta dei nostri ospedali».

Tornando ai risultati della ricerca condotta, continua Celotti, «si associano al fatto che nel frattempo non sono state potenziate le cure intermedie, ossia i posti di rsa che dovrebbero avere la doppia funzione di accogliere le persone in dimissione dai reparti ospedalieri, ma che non sono ancora in condizione di tornare al domicilio, oppure quelle che pur avendo temporaneamente bisogno di maggiore sostegno sanitario, non sono abbastanza gravi da dover essere ricoverate in ospedale».

«Da due anni ripetiamo che non è possibile tagliare i posti ospedalieri senza prima aver potenziato i posti letto di cure intermedie. E invece si taglia sia negli ospedali che sul territorio, dove invece ci sarebbe bisogno di un serio potenziamento, visto che in Fvg abbiamo 0,4 posti letto di cure intermedie ogni mille abitanti, ben al di sotto della media nazionale. È successo a Gemona, Tarcento, Codroipo, e con l’apertura dei primi ospedali di comunità la situazione non sembra essere migliorata».

Secondo Celotti «è inutile continuare a dire che bisogna investire sulle cure territoriali quando poi si fa l’esatto contrario. Chi subisce questa situazione sono tantissimi pazienti anziani, con malattie croniche, che trovano degli ospedali sempre meno in grado di prenderli in carico, perché a corto di personale e di posti letto, e un territorio che non è strutturato per dare le risposte che dovrebbe. Ma tutto questo non succede per caso ed è ora di attribuire le responsabilità politiche e di gestione».

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