Salute: Celotti (Pd), chiarezza sui sanitari con titoli esteri

Pubblicato il giovedì 10 Set 2026

 

Trieste, 10.09.26 – «La carenza di personale sanitario non può diventare una ragione per rinunciare a verifiche e garanzie sulla qualità dell’assistenza. Per questo è necessario sapere quanti professionisti con qualifiche conseguite all’estero lavorano oggi in Friuli Venezia Giulia grazie alle procedure di esercizio temporaneo in deroga, dove sono impiegati e con quali verifiche sono stati autorizzati». Lo afferma la consigliera regionale Manuela Celotti (Pd) che attraverso un’interrogazione chiede alla Giunta regionale di chiarire la situazione del reclutamento di professionisti sanitari con qualifiche conseguite all’estero e autorizzazioni all’esercizio in deroga.

«La presenza di medici stranieri, che esercitano in deroga, è andata aumentando nel corso del tempo anche alla luce del ricorso sempre più spinto alle esternalizzazioni di servizi ospedalieri, e cioè alla gestione di servizi o parti di servizio, come avviene ad esempio per i codici bianchi e verdi dei pronto soccorso dell’Asufc, da parte di società o cooperative che forniscono il personale o di medici cosiddetti gettonisti. Se nel biennio 2023-2024 la nostra regione spendeva circa undici milioni per le esternalizzazioni, nel biennio 2024-2025 le esternalizzazioni dei servizi ospedalieri valgono, fra personale medico e personale generico, circa 43 milioni. Tutto questo senza che la Giunta regionale abbia ritenuto di definire degli indirizzi chiari e dei limiti operativi per le Aziende sanitarie sul tetto e gli ambiti di esternalizzazione. Proprio per questo riteniamo fondamentale chiedere trasparenza e chiarezza su come viene gestita la presenza di medici stranieri che esercitano in deroga nei nostri ospedali».

Con l’interrogazione Celotti chiede quindi di conoscere il numero dei professionisti attualmente impegnati attraverso questo istituto, le professioni esercitate, i Paesi nei quali sono state conseguite le qualifiche e le strutture sanitarie e sociosanitarie presso cui lavorano, distinguendo tra pubblico, privato accreditato e strutture sociosanitarie convenzionate.

La Regione Fvg aveva disciplinato il reclutamento attraverso la dgr 134 del 2022, mentre la normativa statale è stata recentemente prorogata al 2029. «È quindi necessario capire – sottolinea la consigliera dem – se la Regione abbia adeguato le proprie procedure e se la deliberazione del 2022 sia rispondente alle previsioni normative sovraordinate».

«Servono dati aggiornati e un monitoraggio chiaro – conclude Celotti – anche per assicurare che siano sempre rispettate le verifiche sui requisiti previsti dalla normativa così da tutelare la sicurezza delle cure e qualità dell’assistenza».

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