Trieste, 29.06.26 – «La Regione arriva in ritardo sulla legge istitutiva delle nuove Province e lo fa senza un vero confronto con tutte le forze politiche e con i cittadini (referendum), rendendo questa riforma più debole e meno condivisa». Lo afferma il consigliere regionale Francesco Martines (Pd), intervenendo sul disegno di legge 86 oggi all’esame del Consiglio regionale.
Secondo Martines, il ritorno delle Province elettive, «che condivido rispetto a quelle di secondo livello operative a livello nazionale, avrebbero avuto senso solo nell’ambito di un complessivo riassetto istituzionale della Regione, con il trasferimento certo nei tempi delle funzioni agli enti di area vasta e il riconoscimento di Trieste come Città metropolitana». E ancora, prosegue, «il ddl 86 all’articolo 35 fa un elenco delle competenze da trasferire, ma non chiarisce la tempistica e parla solo di intenzioni. Non solo, l’istituzione delle nuove Provincie lascia in parte irrisolto anche il tema del sostegno ai piccoli Comuni e del coordinamento con le Comunità già esistenti».
Secondo Martines, «se veramente con questa legge si intende affrontare il tema dell’inadeguatezza delle strutture comunali a metter a terra progetti e fornire servizi efficaci ai cittadini, allora è necessario intervenire subito per aiutare gli enti locali, perché c’è oltre un miliardo di euro fermo nelle tesorerie dei Comuni. Serve nominare immediatamente un vicecommissario per organizzare gli uffici e, dopo le elezioni provinciali, individuare subito un assessore con delega esclusiva agli Enti locali».
Martines conclude esprimendo dubbi sui tempi della riforma: «Difficilmente tutto sarà operativo entro un anno. È probabile che si voti per le nuove Province solo nel 2028 e che nel frattempo il sistema commissariale debba garantire risposte efficaci ai territori».


