Omnibus: Celotti (Pd), su dsa manca rafforzamento sistema pubblico

Pubblicato il giovedì 21 Mag 2026

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Trieste, 21.05.26 – «I problemi legati ai tempi delle diagnosi dei bambini e delle bambine affetti da disturbi specifici dell’apprendimento sono una questione a cui va data necessariamente una risposta, perché troppo spesso le famiglie, perlomeno quelle che possono permetterselo, devono rivolgersi a soggetti terzi per poter trovare le risposte di cui hanno bisogno in tempi accettabili. Più volte in questi anni abbiamo chiesto di affrontare il problema e finalmente presentando un emendamento in commissione siamo riusciti a determinare risposta da parte della maggioranza. Il problema però è di metodo, perché nella norma proposta dalla maggioranza non c’è mezza riga sulla necessità di potenziare prioritariamente il sistema pubblico, e proprio per questo abbiamo presentato delle proposte di modifica». Lo afferma la consigliera regionale Manuela Celotti (Pd) prima firmataria assieme ad altri colleghi del gruppo Pd, di un emendamento sul tema dei dsa al ddl 79 “Disposizioni multisettoriali per l’anno 2026”.

«Quello introdotto dall’emendamento del centrodestra è un assegno in bianco per la Giunta, che esclude così Consiglio e commissione su come mettere a terra la misura. Noi da parte nostra abbiamo chiesto l’istituzione di un sistema di monitoraggio per garantire pari accesso ai servizi e pari qualità di erogazione su tutto il territorio regionale, perché se si procede con la costituzione di una rete fatta di servizi pubblici e soggetti terzi per ampliare la capacità di offerta e di risposta alle famiglie, allora bisogna garantire una forte governance pubblica, criteri e metodologie certe».

E ancora, continua Celotti, «il terzo settore, in questi decenni, ha sopperito alle mancanze del sistema pubblico e ora non viene citato in alcun modo, mentre noi avevamo chiesto di prediligere il metodo della co-programmazione e della co-progettazione per valorizzare le esperienze e le competenze maturate nei diversi territori dal sistema no-profit. E nella proposta del centrodestra non c’è una riga nemmeno su questo». Su questo tema, conclude Celotti, «stiamo lavorando da anni. Ora finalmente un passo avanti è stato fatto ma purtroppo senza nessuna condivisione nel merito e di nuovo senza alcuna garanzia per la tutela e il rinforzo del sistema pubblico».

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