Pordenone, 25.09.26 – «Mentre il carcere di Pordenone è alle prese con gravi criticità che riguardano il sovraffollamento in una struttura decisamente vetusta e la carenza di personale, gli annunci di chi governa testimoniano i ritardi nell’istituzione del garante comunale delle persone private della libertà. Dato per fatto due anni fa da Forza Italia e poi abbandonato in attesa dell’apertura della nuova casa circondariale di San Vito al Tagliamento, ora ritorna attuale dopo la morte di un detenuto e la mozione presentata in municipio dal gruppo consiliare del Partito democratico a prima firma del segretario provinciale Fausto Tomasello». Lo afferma il consigliere regionale Nicola Conficoni (Pd) intervenendo sul carcere di Pordenone richiamando l’interrogazione depositata nell’agosto 2025 a Trieste.
Sul garante, continua il consigliere dem, «siamo in attesa da oltre un anno di ricevere una risposta. Intanto, mentre sul fronte regionale il capogruppo di Fi, Cabibbo due anni fa aveva assicurato che l’iter era in fase avanzata, lo scorso marzo a livello comunale l’assessore Cucci aveva comunicato l’accantonamento dell’obiettivo. Ora la questione viene rimessa sul piatto. Purtroppo, però, affinché qualcosa si muovesse si sono dovuti registrare fatti estremamente gravi che non avremmo mai voluto vedere, senza dimenticare l’azione del Pd che, tanto a Trieste quanto a Pordenone, ha incalzato il centrodestra per favorire un ripensamento. Fino a quando gli impegni non saranno mantenuti – conclude – non abbasseremo l’attenzione e vigileremo sul rispetto dei tempi, anche quelli del nuovo carcere a San Vito al Tagliamento».


