Trieste, 02.11.26 – «Le Case della comunità non si costruiscono con soluzioni creative o misure sanzionatorie, ma coinvolgendo i medici di medicina generale e mettendoli nelle condizioni di partecipare concretamente al nuovo modello di assistenza territoriale». Lo afferma la consigliera regionale Laura Fasiolo (Pd), replicando alla risposta dell’assessore regionale alla Salute all’interrogazione sull’attuazione delle Case della comunità in coerenza con il decreto ministeriale 77 del 2022.
«Condividiamo tutti la necessità di mantenere il rapporto fiduciario tra medico e paziente e di rispettare lo spirito e la lettera del decreto 77. Proprio per questo, i medici di medicina generale devono essere chiamati ad un ruolo di protagonisti del percorso progettuale delle Case di Comunità, non da semplici destinatari di decisioni prese dall’alto».
Secondo Fasiolo, le soluzioni devono tenere conto delle specificità del Friuli Venezia Giulia e delle condizioni concrete in cui operano i professionisti. «Un medico massimalista o con 1.800 assistiti, che deve percorrere strade di montagna per raggiungere una Casa della comunità, affronta sfide che non possono essere ignorate».
E ancora, prosegue, «credo sia utile riprendere il percorso dell’accordo integrativo regionale dei medici di medicina generale, valutando forme di offerta aggiuntiva che superino gli attuali limiti nazionali, e favoriscano una partecipazione sostenibile, anche guardando alle esperienze del Veneto e della Provincia autonoma di Bolzano».
Per Fasiolo «non servono scorciatoie né minacce di sanzioni, ma un confronto vero con i medici, fatto di buon senso, coinvolgendoli anche nella progettazione dei servizi. Se per arrivare a un modello efficace sarà necessario più tempo, non dobbiamo considerarlo un fallimento: l’importante è procedere nella direzione giusta, costruendo Case della comunità che funzionino davvero e rispondano ai bisogni dei cittadini», conclude.
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