Salute: Fasiolo (Pd), nell’Isontino niente punti d’ascolto per giovani

Pubblicato il mercoledì 25 Mar 2026

 

Trieste, 25.03.26 – «Nell’alto e nel basso isontino non esistono punti di ascolto per i giovani nei consultori e l’assessore Riccardi non ha dato sufficienti garanzie che si stia rimediando a questa situazione sbilanciata nel territorio gestito da Asugi». Sono i concetti espressi dalla consigliera regionale Laura Fasiolo (Pd), oggi in Aula replicando all’assessore alla Salute, Riccardo Riccardi, in merito alla sua interrogazione su “Disagio giovanile in Friuli Venezia Giulia: rafforzamento dei servizi di counseling e superamento delle disuguaglianze territoriali” .

«In altre parti del territorio regionale – continua – questi punti di ascolto sono stati attivati ma qui non ci siamo proprio. Invece è importante che i giovani sappiano a chi rivolgersi e con chi parlare quando hanno problemi. Devono esserci le strutture e il personale, si deve potenziare la presenza dello psicologo in tutto l’isontino. Torniamo a chiederlo perché Riccardi descrive le nuove misure che riguardano i giovani e in particolare le famiglie ma rimangono inevasi aspetti importanti».

Il presidio del territorio, ha spiegato Fasiolo, «è indispensabile per dare la possibilità ai nostri giovani di avere un contatto diretto con lo psicologo, di far fronte a problematiche diverse, come disturbi del comportamento alimentare, sessualità, assunzione di sostanze psicotrope». Positivo, ha quindi proseguito, «che l’assessore condivida il nostro approccio sull’importanza della prevenzione per intercettare segnali di disturbo attraverso il mondo della scuola e da prima ancora delle primarie ma proprio per questo – ha rimarcato la consigliera dem – chiedo di monitorare la situazione in una parte di Asugi che rimane ancora un territorio a sé, distante da Trieste».

Nella propria interrogazione Fasiolo aveva illustrato le problematiche del disagio giovanile, evidenziando come «tali problematiche investono molteplici ambiti della salute e del benessere, includendo disturbi comportamentali, fragilità nella sfera affettiva e sessuale, dipendenze, fenomeni di violenza, bullismo e discriminazione». E aveva segnalato anche delle «criticità di sistema, tra cui l’accesso disomogeneo ai servizi sul territorio regionale, attualmente concentrati in alcune aree», che risultano così «in contrasto con i principi di equità sanciti dalle leggi regionali n. 27/2018 e n. 22/2019».

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