INTERROGAZIONE A RISPOSTA ORALE

OGGETTO: Per l’istituzione di un Tavolo regionale permanente per la salute mentale

PREMESSO CHE
• la tutela della salute mentale rappresenta una componente essenziale della salute pubblica e richiede un approccio integrato, multidisciplinare e orientato alla continuità della presa in carico della persona, coinvolgendo i servizi sanitari, sociali e territoriali, nonché le famiglie, gli enti locali e il Terzo settore;
• il Ministero della Salute ha istituito, con decreto ministeriale 27 aprile 2023, il Tavolo tecnico per la salute mentale, successivamente integrato con decreto ministeriale 13 settembre 2023, con il compito di contribuire al miglioramento della qualità dei percorsi di prevenzione, trattamento e riabilitazione rivolti alle persone con disagio psichico e ai loro familiari, attraverso la verifica dell’appropriatezza degli interventi e il confronto con istituzioni, enti, società scientifiche, associazioni dei familiari, volontariato e Terzo settore;
• il Tavolo tecnico nazionale, coordinato dal prof. Alberto Siracusano, costituisce pertanto una sede stabile di confronto e di elaborazione sulle principali tematiche concernenti la salute mentale, anche attraverso il coinvolgimento delle Regioni, delle professioni sanitarie e delle rappresentanze degli utenti e dei familiari;
• il principale esito del lavoro svolto a livello nazionale è rappresentato dal Piano di Azioni Nazionale per la Salute Mentale (PANSM) 2025-2030, approvato in Conferenza Unificata il 29 dicembre 2025, che interviene, tra l’altro, sul rafforzamento della rete territoriale dei servizi, sulla diagnosi precoce, sul potenziamento della neuropsichiatria infantile e sulla costituzione di équipe multidisciplinari territoriali, con l’obiettivo di rafforzare i percorsi di promozione, prevenzione, cura, riabilitazione e integrazione sociosanitaria;
• il medesimo Piano prevede un rafforzamento delle politiche di salute mentale lungo l’intero arco della vita, con particolare attenzione all’infanzia, all’adolescenza, alla transizione all’età adulta e alle nuove forme di disagio, rendendo necessario un coordinamento efficace tra i diversi livelli istituzionali e assistenziali;
CONSIDERATO CHE
• in Friuli Venezia Giulia la tutela della salute mentale è assicurata attraverso i Dipartimenti di Salute Mentale delle Aziende sanitarie, cui compete l’organizzazione degli interventi di prevenzione, diagnosi, cura e riabilitazione, nonché la tutela e promozione della salute mentale della popolazione;
• l’attuale organizzazione regionale prevede, nell’ambito delle Aziende sanitarie, strutture e servizi dedicati alla salute mentale e, in particolare, i Centri di Salute Mentale, i servizi psichiatrici di diagnosi e cura e le altre articolazioni territoriali, residenziali e semiresidenziali;
• la normativa regionale ha progressivamente previsto forme di integrazione tra i diversi servizi e professionisti, riconoscendo la necessità di assicurare percorsi assistenziali capaci di collegare la dimensione sanitaria con quella sociale e territoriale; in particolare, la disciplina regionale individua nell’ambito delle Aziende sanitarie il Dipartimento delle Dipendenze e Salute Mentale, articolato in aree professionali autonome e deputato a garantire interventi nei diversi setting assistenziali;
• nel territorio regionale sono già presenti esperienze di confronto e coordinamento tra i Dipartimenti di Salute Mentale, gruppi tecnici e tavoli tematici attivati in relazione a specifici progetti o ambiti di intervento, nonché iniziative promosse dalla Direzione centrale competente e da ARCS;
• tali esperienze, pur rappresentando importanti occasioni di confronto, appaiono tuttavia differenti, per finalità e continuità, da un organismo regionale permanente specificamente dedicato alla salute mentale e formalmente individuato quale sede di coordinamento e confronto tra istituzioni, Aziende sanitarie, professionisti, enti locali, utenti, familiari e Terzo settore;
• dalle informazioni e dagli atti pubblicamente disponibili non risulta, allo stato, l’istituzione in Friuli Venezia Giulia di un organismo stabile formalmente denominato “Tavolo regionale per la salute mentale”, costituito con deliberazione della Giunta regionale o con decreto dell’Assessore competente, con funzioni permanenti di coordinamento, monitoraggio e proposta;
EVIDENZIATO CHE
• l’approvazione del PANSM 2025-2030 rende particolarmente attuale la necessità di tradurre a livello regionale gli indirizzi nazionali attraverso una programmazione coordinata e condivisa, anche al fine di garantire uniformità nell’organizzazione e nell’accesso ai servizi di salute mentale sull’intero territorio regionale;
• il rafforzamento dell’assistenza territoriale e l’attuazione del nuovo modello organizzativo delineato dal DM 77/2022, con la progressiva realizzazione delle Case della Comunità e degli altri nodi della rete territoriale, richiedono una sempre maggiore integrazione tra assistenza primaria, servizi specialistici, Dipartimenti di Salute Mentale, servizi sociali e altri soggetti coinvolti nella presa in carico della persona;
• il Ministero della Salute ha recentemente evidenziato, proprio nell’ambito dell’attuazione del PANSM 2025-2030, la necessità di rafforzare la rete territoriale dei servizi e di favorire una progressiva omogeneità dei livelli di assistenza sull’intero territorio nazionale, anche attraverso il monitoraggio delle azioni intraprese;
• la Regione Friuli Venezia Giulia ha recentemente ribadito la necessità di un modello sociosanitario integrato per la salute mentale, fondato sul superamento dei confini tra ambiti istituzionali e sulla collaborazione tra componente sanitaria e sociale, riconoscendo l’importanza di una visione multidisciplinare e territoriale;
• una sede regionale permanente potrebbe pertanto favorire il confronto sistematico tra le diverse Aziende sanitarie, consentire la condivisione di buone pratiche, individuare eventuali criticità organizzative e territoriali e contribuire alla definizione di standard omogenei di presa in carico, nel rispetto delle specificità dei singoli territori;
PRESO ATTO CHE
• la complessità crescente dei bisogni di salute mentale, con particolare riferimento alla popolazione giovanile, alle persone con disturbi complessi, alle situazioni di fragilità sociale e alle problematiche che richiedono una presa in carico integrata, rende sempre più importante disporre di strumenti permanenti di confronto e coordinamento;
• un organismo regionale stabile potrebbe inoltre rappresentare una sede di raccordo con il Tavolo tecnico nazionale e con le attività di attuazione e monitoraggio del PANSM 2025-2030, favorendo il recepimento tempestivo degli indirizzi nazionali nel sistema regionale;
TUTTO CIÒ PREMESSO, la sottoscritta Consigliera regionale INTERROGA l’Assessore competente per sapere
1. se la Giunta regionale intenda istituire un organismo regionale permanente formalmente denominato “Tavolo regionale per la salute mentale”, mediante deliberazione della Giunta regionale o altro idoneo provvedimento, con funzioni di confronto, coordinamento, monitoraggio e proposta in materia di salute mentale;
2. se, in caso affermativo, intenda definire la composizione e le modalità di funzionamento del Tavolo, prevedendo il coinvolgimento, oltre alla Direzione centrale competente e alle Aziende sanitarie regionali, dei Dipartimenti di Salute Mentale, delle professionalità sanitarie e sociosanitarie interessate, degli enti locali, delle associazioni degli utenti e dei familiari e del Terzo settore;
3. se la Giunta intenda attribuire al Tavolo anche una funzione di monitoraggio dell’attuazione regionale del PANSM 2025-2030, individuando obiettivi, indicatori e tempi di verifica, nonché eventuali criticità nell’accesso e nella presa in carico delle persone con problemi di salute mentale;
4. se si intenda utilizzare tale organismo quale sede permanente di coordinamento tra le Aziende sanitarie regionali, al fine di favorire una maggiore omogeneità nell’organizzazione dei servizi, nei percorsi di presa in carico e nell’offerta territoriale di salute mentale;
5. se la Giunta intenda prevedere, nell’ambito dell’attuazione del DM 77/2022 e dello sviluppo delle Case della Comunità, specifiche modalità di integrazione tra i servizi di salute mentale, l’assistenza primaria e la rete territoriale, affinché la salute mentale costituisca parte integrante dei percorsi di presa in carico territoriale;
6. se, nelle more dell’eventuale istituzione del Tavolo regionale, esista già un organismo o una sede di coordinamento regionale con funzioni analoghe e, in tal caso, quali siano l’atto istitutivo, la composizione, le funzioni, la frequenza delle riunioni e gli esiti dell’attività svolta.

Laura FASIOLO

Trieste, 04/09/2026

4910 - FAS IRO tavolo regionale salute mentale