Enti locali: Gruppo Pd, sostegno a Comuni e a personale

Pubblicato il venerdì 20 Feb 2026

Comune Tricesimo

Trieste, 20.02.26 – «Da anni in forte difficoltà a causa della grave carenza di personale, i Comuni del Fvg, soprattutto quelli più piccoli, vanno sostenuti a partire proprio da interventi, come quello proposto e condiviso trasversalmente oggi in commissione, pensati per rafforzare gli organici. Va posta inoltre attenzione sul declassamento dei 32 Comuni montani ed è infine necessario intervenire in maniera adeguata per aiutare i Comuni in particolare dell’isontino, colpiti dall’alluvione dello scorso novembre. Ecco perché abbiamo proposto di aumentare la quota di 100 mila euro che la Giunta ha previsto, chiedendo un’integrazione dei contributi ai Comuni colpiti in maniera più o meno grave dall’alluvione. Il ddl proposto dalla Giunta va dunque migliorato per rispondere con più forza a tutte queste problematiche». Lo affermano i consiglieri regionali Manuela Celotti, Francesco Russo e Massimiliano Pozzo (Pd) a margine della seduta della V commissione riunita oggi per l’esame del disegno di legge 73 “Disposizioni urgenti in materia di autonomie locali e funzione pubblica e altre disposizioni di settore”.

Tra le proposte c’è quella riguardante la spesa per i segretari comunali, per escluderla dai limiti di spesa nei Comuni più piccoli: «Abbiamo proposto di aumentare al tetto di diecimila abitanti, così da ampliare il numero di Comuni che potranno beneficiare della deroga sul conteggio delle spese di personale. Un’ipotesi che è stata colta dalla maggioranza, tant’è che presenteremo un emendamento congiunto già annunciato insieme al consigliere Di Bert».

Inoltre, continuano i consiglieri dem, «abbiamo espresso un voto favorevole sull’emendamento della Giunta che consente di realizzare progressioni verticali in maniera più agile nei Comuni con meno di 15 dipendenti. Si tratta di una misura che riteniamo importante ma che si deve accompagnare alla revisione del mansionario per consentire le progressioni anche in deroga ai titoli di studio. Un passaggio questo che abbiamo sostenuto affiancandoci ad Anci e ai sindaci del territorio e rispetto al quale abbiamo chiesto aggiornamento all’Assessore. Sono molti i dipendenti e le dipendenti che, affiancando gli amministratori, in questi anni difficili hanno tenuto in piedi uffici e Comuni pur non avendo una laurea e questa esperienza – concludono – va riconosciuta e valorizzata attraverso una misura puntuale».

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