Chiesta la convocazione urgente della IV commissione per le audizioni
Trieste, 05.03.26 – «La corsa indiscriminata a sempre nuovi mega impianti fotovoltaici, oltre a porre una problematica dal punto di vista paesaggistico e rurale, ci deve portare a un’urgente riflessione sulla capacità della nostra rete di assorbire tutta questa energia prodotta. La situazione va dunque monitorata a partire da un necessario confronto tra gli attori in gioco». Lo afferma il consigliere regionale Andrea Carli (Pd), che in occasione della seduta della IV commissione riunita per l’esame delle parti di competenza dei documenti della Sessione europea 2026 ha ribadito la richiesta di audizione per il monitoraggio sullo stato di avanzamento della capacità elettrica delle rete regionale, richiesta presentata ufficialmente lo scorso 12 febbraio.
«All’interno dell’interlocuzione con l’Europa è necessario porre attenzione alla questione energetica, necessaria sia per la transizione verso forme di energia rinnovabile, sia per aumentare il livello di indipendenza energetica. Il rischio è infatti che tali obiettivi vengano vanificati per il fatto che, a fronte dell’aumento di mega parchi fotovoltaici realizzati, ci si trovi di fronte a una situazione di saturazione delle cabine primarie, che sarebbero quindi incapaci di assorbire tutta l’energia prodotta rendendo non pienamente utili gli investimenti. Se l’obiettivo è l’indipendenza energetica entro il 2030, allora serve rafforzare la rete energetica».
La saturazione della rete nell’assorbire maggiori quantità di energia, continua Carli, «in particolare dagli impianti fotovoltaici non destinati all’autoconsumo, resta difatti ancora un problema aperto e irrisolto. Nella pianura friulana, ma non solo, siamo in una situazione di evidente ritardo, con impianti fotovoltaici già realizzati che ricevono la possibilità di allacciarsi a cabine distanti decine di chilometri». Infine, Carli conclude esprimendo il «timore che il potenziamento delle cabine richieda tempi lunghi, compromettendo gli obiettivi fissati per il 2030: abbiamo richiesto l’audizione in Consiglio regionale proprio perché riteniamo che su questo aspetto la Regione possa e debba assumere un ruolo attivo, nel rispetto del Piano energetico regionale approvato lo scorso anno».


