INTERROGAZIONE A RISPOSTA ORALE

OGGETTO: Nuovo FAP: finanziamenti sufficienti?

PREMESSO che:
• Il Fondo per l’Autonomia Possibile (FAP), pur rappresentando un sostegno economico rilevante per le persone con bisogni assistenziali, non costituisce un livello essenziale di assistenza, ma un supporto aggiuntivo. Di conseguenza, non si configura come un diritto automatico basato esclusivamente sulla condizione di malattia o disabilità, come avviene, ad esempio, per l’indennità di accompagnamento. Per accedervi, è necessario che il bisogno assistenziale non sia soddisfatto direttamente dai servizi e che l’Unità di Valutazione Multidimensionale (UVM) certifichi tale necessità, portando così alla definizione di un progetto specifico di assistenza;
• Con l’adozione del nuovo regolamento (DGR n. 1915/2023) si potrebbero verificare situazioni in cui l’ammontare del beneficio economico assegnato risulti difficilmente utilizzabile non perché sia cessato il bisogno, ma per l’impossibilità di individuare operatori o personale adeguato a rispondere ai bisogni di vita del destinatario;
• L’aumento delle erogazioni economiche per l’acquisto di servizi, al di là dei giudizi di appropriatezza, deve necessariamente essere accompagnato da un incremento quantitativo e qualitativo dei servizi disponibili, nonché dall’implementazione di un sistema efficace di valutazione e controllo della qualità degli stessi;
• Anche nel precedente regolamento si sono registrati casi in cui alcuni beneficiari hanno dovuto rinunciare al contributo o restituirlo, nonostante il permanere del bisogno assistenziale, per l’impossibilità di reperire personale adeguato.
CONSIDERATO che:
• È fondamentale garantire che le risorse del FAP siano adeguate alle esigenze degli ambiti territoriali, evitando situazioni di insufficienza di fondi o di mancata spesa degli stessi per ragioni non dipendenti dalla volontà dei beneficiari;
• È necessario comprendere se, in alcuni ambiti, il fenomeno dei contributi non spesi e quindi restituiti sia ancora presente e, in tal caso, individuarne le cause e le possibili soluzioni.
Tutto ciò premesso, la sottoscritta Consigliera Regionale INTERROGA l’Assessore competente per sapere:
1. Se i fondi stanziati per il FAP si stanno rivelando complessivamente sufficienti per coprire le richieste nei diversi ambiti territoriali;
2. Quali ambiti, se ce ne sono, hanno riscontrato una carenza di fondi rispetto alla domanda di contributi;
3. Se il fenomeno dei benefici “non spesi” e quindi restituiti è ancora presente, in quali ambiti si manifesta maggiormente, quali sono le cause alla base di tale situazione e quali soluzioni l’Amministrazione intende adottare per superare questa criticità.

Manuela CELOTTI

Presentata alla Presidenza il 17/03/2025

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