INTERROGAZIONE A RISPOSTA ORALE

Oggetto: Assegno dedicato alle persone in condizione di gravissima disabilità (AGD) nell’ambito del FAP – valutazioni in merito all’ampliamento delle spese rendicontabili e al coordinamento con le prestazioni sanitarie

La sottoscritta Consigliera regionale,
PREMESSO CHE
 l’Assegno dedicato alle persone in condizione di gravissima disabilità (AGD) rappresenta uno degli strumenti cardine del Fondo per l’Autonomia Possibile (FAP), finalizzato al sostegno della permanenza a domicilio di persone con bisogni assistenziali ad elevatissima intensità;
 tale misura ha accorpato e sostituito i precedenti interventi rivolti ai cosiddetti “gravissimi” e alle persone affette da SLA, contribuendo a una maggiore unitarietà del sistema di presa in carico;
 i destinatari dell’AGD sono persone in condizione di disabilità gravissima, come definite dal decreto ministeriale 26 settembre 2016 (riparto FNA), tra cui rientrano anche soggetti affetti da sclerosi laterale amiotrofica e da demenze gravi;
CONSIDERATO CHE
 l’accesso al beneficio è subordinato non solo al riconoscimento della condizione di disabilità gravissima, ma anche all’accertamento di un bisogno assistenziale gravissimo, effettuato dall’Unità di Valutazione Multidimensionale (UVM) tramite strumenti standardizzati;
 l’intervento si realizza nell’ambito di un progetto personalizzato, che definisce le azioni finanziabili e costituisce il perno della presa in carico integrata;
 il contributo economico erogato è modulato in relazione all’ISEE del nucleo familiare e al livello di bisogno assistenziale, con importi annui compresi indicativamente tra 6.575 e 24.000 euro e con possibilità di maggiorazioni per carichi familiari;
EVIDENZIATO CHE
 la normativa vigente individua come ammissibili le spese a carattere sociale e assistenziale (assistenza alla persona, aiuto personale, accompagnamento, trasporto, interventi educativi e capacitanti, nonché acquisto di beni strumentali entro limiti definiti), escludendo espressamente le prestazioni di natura sanitaria;
 tale esclusione risponde alla necessità di mantenere una distinzione tra ambito sociale e sanitario, evitando duplicazioni di finanziamento e garantendo chiarezza nelle competenze istituzionali;
RILEVATO TUTTAVIA CHE
 nella pratica applicativa emergono ambiti “di confine” tra prestazioni sociali e sanitarie, soprattutto nei casi di assistenza tutelare ad alta intensità, con il rischio di creare zone grigie e possibili discontinuità nella presa in carico;
 l’attuale formulazione normativa consente già alcuni margini interpretativi, in particolare per quanto riguarda gli interventi “educativi e capacitanti”, le spese indirette di cura e gli interventi definiti all’interno del progetto personalizzato;
 tali margini potrebbero essere valorizzati ulteriormente, anche attraverso indirizzi applicativi o eventuali aggiornamenti regolamentari, al fine di rispondere in modo più flessibile ai bisogni complessi delle persone con disabilità gravissima e delle loro famiglie;
Tutto ciò premesso,
INTERROGA
la Giunta regionale per sapere:
1) se l’Amministrazione regionale abbia effettuato o intenda effettuare una valutazione sull’attuale perimetro delle spese rendicontabili nell’ambito dell’AGD, al fine di verificare la possibilità di un’interpretazione più ampia delle prestazioni sociali e assistenziali, in particolare con riferimento:
 agli interventi educativi e capacitanti;
 alle tecnologie assistive e agli strumenti per la comunicazione;
 alle misure di supporto al caregiver e alle spese indirette di cura;
2) se si ritenga opportuno adottare linee guida o indirizzi applicativi regionali che, nel rispetto della normativa vigente, favoriscano una maggiore uniformità interpretativa sul territorio e una più ampia valorizzazione delle progettualità personalizzate;
3) se, con riferimento all’esclusione delle spese sanitarie, la Regione ritenga adeguato l’attuale assetto di separazione tra interventi sociali e sanitari oppure se emergano criticità applicative, in particolare nei casi caratterizzati da elevata integrazione sociosanitaria;
4) quali strumenti di coordinamento siano attualmente attivi tra sistema sociale e sistema sanitario (anche attraverso il ruolo delle UVM) per evitare discontinuità assistenziali nelle situazioni più complesse;
5) se la Giunta regionale intenda promuovere eventuali iniziative, anche in sede di Conferenza Stato-Regioni, volte a chiarire o aggiornare il quadro normativo nazionale, al fine di meglio integrare gli interventi sociali e sanitari a favore delle persone in condizione di disabilità gravissima.

Manuela Celotti

Presentata alla Presidenza il giorno 05.05.2026

4715.1 - CEL IRO Assegno persone gravissima disabilità (AGD) FAP