Assestamento: Celotti (Pd), servono più risorse per rafforzare Fap

Pubblicato il venerdì 10 Lug 2026

 

Trieste, 10.07.26 – «Il Fondo per l’autonomia possibile (Fap) è ormai una misura strutturale di sostegno alle persone non autosufficienti e alle loro famiglie e, proprio per questo, deve essere adeguatamente finanziato. Non è accettabile che vi siano cittadini aventi diritto costretti ad attendere per mesi a causa dell’insufficienza delle risorse disponibili». Lo ha detto la consigliera regionale Manuela Celotti (Pd), intervenendo oggi in I commissione integrata riunita l’esame dell’assestamento di bilancio 2026.

Celotti ha annunciato la presentazione di un emendamento all’assestamento per incrementare le risorse destinate al Fap, evidenziando una «che risultano esserci delle difformità nei diversi territori del Fvg. L’obiettivo deve essere quello di garantire un livello uniforme delle prestazioni su tutto il territorio regionale, evitando disparità tra ambiti e assicurando risposte alle persone fragili».

La consigliera dem ha inoltre richiamato l’attenzione sulla necessità di rivedere alcuni aspetti del nuovo regolamento del Fondo, che «oggi esclude dalla rendicontazione spese fondamentali per molte famiglie, come alcune prestazioni e terapie aggiuntive ritenute importanti, soprattutto a supporto delle persone con patologie più gravi. Qualche mese fa ho tra l’altro presentato un’interrogazione per chiedere di valutare una revisione dei criteri delle spese ammissibili e l’introduzione di criteri uniformi di valutazione in tutti gli ambiti territoriali, così da eliminare le disparità applicative che stanno emergendo».

Nel suo intervento Celotti ha affrontato anche altri temi sociali, chiedendo un investimento regionale sugli alloggi destinati alle persone che possono accedere a misure alternative alla detenzione ma sono prive di una sistemazione abitativa, e ha accolto positivamente l’avvio dello studio regionale sulla povertà, auspicando che «coinvolga enti locali, aziende sanitarie e Terzo settore e rappresenti il punto di partenza per il rilancio dei Piani di zona con nuove linee guida regionali, indispensabili per rafforzare l’integrazione sociosanitaria su tutto il territorio».

 

 

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