Trieste, 09.06.26 – «Il disegno di legge 80 affronta un tema centrale come quello delle politiche abitative, cercando di individuare strumenti capaci di ridurre nel medio e lungo periodo il crescente squilibrio tra domanda e offerta di alloggi, in particolare nell’edilizia convenzionata. Tuttavia presenta criticità come l’affidamento di coordinamento territoriale delle politiche abitative alle Ater ,l’eliminazione degli Sportelli Casa e l’assenza di un programma triennale straordinario di acquisto e riatto di nuovi alloggi privati e del demanio da destinare all’edilizia residenziale pubblica”. Lo afferma il consigliere regionale Francesco Martines (Pd) a margine della discussione sul disegno di legge 80 “Disposizioni in materia di politiche abitative regionali” da oggi all’esame dell’Aula.
«La legge regionale 1/2016 è stata una norma innovativa che ha dato risposte importanti. Oggi però è necessario aggiornarla alla luce di un contesto sociale profondamente cambiato, caratterizzato dall’aumento delle famiglie che non riescono ad accedere a un’abitazione adeguata o a sostenere il costo degli affitti».
Secondo Martines, «senza un intervento pubblico adeguato il rischio è quello di ampliare ulteriormente le disuguaglianze. La casa rappresenta infatti un elemento fondamentale per la qualità della vita, per la costruzione di percorsi familiari e lavorativi e per l’attrattività del territorio. Per questo le politiche abitative devono essere una priorità dell’azione regionale».
Il consigliere dem evidenzia tuttavia alcune criticità del provvedimento. «La prima riguarda il ruolo assegnato alle Ater, chiamate non solo a gestire il patrimonio abitativo ma anche a svolgere funzioni di coordinamento territoriale. Sarebbe stato più opportuno affidare questo compito agli Ambiti sociali, che operano già sul territorio e sono direttamente coinvolti nella programmazione delle politiche sociali».
Martines esprime inoltre contrarietà all’eliminazione degli Sportelli Casa: «Pur con alcuni limiti, hanno rappresentato un importante punto di incontro tra domanda e offerta per le fasce più fragili della popolazione. Andavano rafforzati e migliorati, non soppressi».
Infine, conclude, «una legge che vuole affrontare il problema della carenza di alloggi pubblici dovrebbe prevedere anche un piano straordinario triennale per l’acquisizione e il recupero di nuove abitazioni, valorizzando sia il patrimonio privato inutilizzato sia quello pubblico, a partire dalle numerose case militari dismesse presenti sul territorio regionale».


