Carceri: Fasiolo (Pd), serve sistema regionale tutela salute mentale

Pubblicato il mercoledì 09 Set 2026

Polizia penitenziaria, carcere, chiave

 

Trieste, 09.09.26 – «La situazione esplosiva nelle carceri del Fvg deve farci porre un’attenzione particolare nel contrasto a fenomeni estremi che arrivano fino al suicidio. È necessario garantire la tutela della salute, anche e soprattutto mentale, delle persone detenute e per questo è necessario un sistema regionale più strutturato per prevenire situazioni di disagio estremo». Lo afferma la consigliera regionale Laura Fasiolo (Pd) che attraverso un’interrogazione chiede alla Giunta regionale di fare chiarezza sull’organizzazione dell’assistenza psichiatrica e psicologica negli istituti penitenziari del Friuli Venezia Giulia.

La tutela della salute delle persone detenute, ricorda Fasiolo, «è parte integrante delle responsabilità del Servizio sanitario regionale e richiede particolare attenzione sul fronte della salute mentale».

La popolazione detenuta, continua, «presenta una particolare vulnerabilità rispetto a disagio psichico, disturbi mentali, dipendenze, autolesionismo e rischio suicidario. Per questo è necessario garantire una presa in carico tempestiva, continuativa e multidisciplinare, con adeguate professionalità e un coordinamento efficace tra Aziende sanitarie, Arcs e amministrazione penitenziaria».

L’interrogazione pone inoltre l’attenzione sulla prevenzione del suicidio e degli eventi autolesivi, chiedendo quali strumenti siano oggi disponibili per la formazione e il supporto degli operatori e se, dopo suicidi, tentativi di suicidio o episodi gravi di autolesionismo, vengano effettuati audit clinici e organizzativi sistematici per individuare criticità e definire azioni di miglioramento.

«Non basta intervenire sull’emergenza – insiste Fasiolo – ma occorre costruire un sistema regionale omogeneo, capace di monitorare il fenomeno, valutare la qualità degli interventi e imparare dagli eventi sentinella. La salute mentale in carcere – conclude – non può essere considerata un ambito residuale: servono prevenzione, personale adeguato, formazione e una presa in carico realmente integrata».

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