Trieste, 03.04.26 – «Coinvolgere i volontari della Pc nella maxi esercitazione antincendio avvenuta il 28 marzo sul Carso è sicuramente positivo. Ma proprio per raggiungere una più ampia sinergia di azioni, nell’ottica della massima sicurezza e dell’efficacia piena degli interventi legati agli incendi boschivi, sarebbe stato utile per tutti il coinvolgimento del corpo nazionale dei Vigili del fuoco. Averli tenuti fuori è invece una grande occasione persa». Lo afferma il consigliere regionale Francesco Russo (Pd) che attraverso un’interrogazione, che segue la denuncia pubblica del sindacato di categoria dei Vigili del fuoco Conapo, chiede alla Giunta regionale di chiarire i motivi dell’esclusione del Corpo nazionale dei Vigili del fuoco dalla maxi esercitazione antincendio sul Carso del 28 marzo 2026 che ha coinvolto i territori dei Comuni di Duino Aurisina, Monfalcone e Doberdò del Lago, con l’impiego di circa 150 operatori del sistema regionale.
«L’attività si è svolta in un’area geografica tristemente nota per l’estrema vulnerabilità al rischio incendi, come tragicamente dimostrato dai devastanti roghi dell’estate 2022 che misero in ginocchio il territorio carsolino, causando danni ambientali incalcolabili e gravissimi disagi alla circolazione e alla sicurezza dei cittadini. L’esperienza del 2022 ha confermato inequivocabilmente che la gestione di emergenze di tale portata richiede la massima integrazione operativa tra le componenti della Protezione civile regionale e i Vigili del fuoco, soggetto che per legge detiene la titolarità del soccorso tecnico urgente e della direzione delle operazioni di spegnimento».
Per questo, continua Russo «è estremamente preoccupante che, a distanza di pochi anni dall’emergenza del 2022, si sia scelto di testare la macchina dei soccorsi ignorando il soggetto che, per competenza, professionalità e mezzi, rappresenta il primo protagonista della lotta attiva agli incendi boschivi sul territorio nazionale». Infine, conclude, «spero che la Giunta sgomberi il campo dai timori che gli stessi sindacati hanno sollevato, di una progressiva “frammentazione” del sistema di soccorso regionale e una deriva verso la privatizzazione di servizi essenziali per la pubblica incolumità o alla creazione di sistemi di emergenza “paralleli” e puramente locali che, a discapito della storica e collaudata architettura nazionale dei Vigili del Fuoco, rischiano di indebolire l’efficacia reale degli interventi a tutela della popolazione».


