Salute: Russo (Pd), giù il soffitto, ora chiarezza su via Farneto

Pubblicato il giovedì 17 Set 2026

 

Trieste, 16.09.26 – «La sede Asugi di via Farneto è un punto di riferimento amministrativo e sanitario cruciale per la città di Trieste. L’incidente allo stabile che si è verificato nei giorni scorsi ha però messo in dubbio il futuro della struttura, generando interrogativi che vanno al più presto chiariti. Lo si deve ai cittadini, ma anche ai dipendenti che non possono essere considerati come pedine da spostare». Lo afferma il consigliere regionale Francesco Russo (Pd), firmatario di un’interrogazione attraverso la quale chiede alla Giunta regionale di fare chiarezza sulle intenzioni dell’Amministrazione regionale e di Asugi in merito alla destinazione futura dello stabile dove, lo scorso 9 settembre, si è verificato il distacco dell’intonaco e il crollo di una parte del soffitto.

«La sicurezza di lavoratori e utenti deve essere la priorità assoluta – sottolinea Russo – e per questo serve attendere l’esito delle verifiche tecniche sull’edificio. Ma sicurezza e continuità dei servizi devono procedere insieme. Via Farneto ospita funzioni sanitarie e medico-legali importanti, che devono garantire operatività e restare accessibili alla cittadinanza».

Asugi, ricorda Russo, ha individuato soluzioni alternative per assicurare le attività, dal numero 116117 alle emergenze territoriali, fino alla Medicina legale (rinnovi patenti e invalidità civile). Per il personale si è previsto il lavoro da remoto se possibile, mentre per le attività non “remotizzabili” si valutano sedi alternative.

Secondo l’esponente dem, «quello che non può accadere è che un’emergenza diventi l’occasione per uno smantellamento mascherato o per una semplice redistribuzione del personale. Qualunque decisione su via Farneto deve tenere insieme lo stato dell’immobile, l’organizzazione dei servizi, la loro accessibilità e la necessità di preservare competenze e professionalità delle équipe».

Per questo, conclude, «chiediamo alla Giunta di chiarire le voci su un possibile abbandono definitivo. Chiediamo quali soluzioni si intendano adottare a breve e lungo termine, e come si vogliano coinvolgere i lavoratori. La sicurezza non si discute, ma nemmeno la prossimità dei servizi ai cittadini».

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