Mozione n.
Oggetto: La costituzione della società “Porti d’Italia S.p.A.” rischia di mettere a repentaglio l’autonomia dell’Autorità di Sistema Portuale del Mare Adriatico Orientale
Proponenti: MORETTI, CARLI, CELOTTI, CONFICONI, COSOLINI, FASIOLO, MARTINES, MENTIL, PISANI, POZZO, RUSSO
Il Consiglio regionale del Friuli Venezia Giulia
VISTI
– la legge 28 gennaio 1994, n. 84 (Riordino della legislazione in materia portuale) che istituisce le Autorità portuali;
– il Decreto Legislativo 4 agosto 2016, n. 16 (Riorganizzazione, razionalizzazione e semplificazione della disciplina concernente le Autorità portuali di cui alla legge 28 gennaio 1994, n. 84, in attuazione dell’articolo 8, comma 1, lettera f), della legge 7 agosto 2015, n. 124);
– lo schema di disegno di legge di riordino della legge 28 gennaio 1994, n. 84 in materia di governance portuale e rilancio degli investimenti in infrastrutture strategiche di trasporto marittimo di interesse generale;
RILEVATO come la costituzione dell’Autorità di Sistema Portuale del Mare Adriatico Orientale, successiva all’entrata in vigore del Decreto Legislativo del 2016, ha portato sotto un’unica regìa i Porti di Trieste – già di competenza dell’Autorità Marittima Statale – e Monfalcone – di competenza regionale;
PRESO ATTO che lo schema di disegno di legge di cui all’ultima premessa prevede la costituzione della Società per azioni Porti d’Italia S.p.A., avente ad oggetto:
“a) lo svolgimento, in regime di concessione, ai sensi dell’articolo 5-quater, dei servizi di interesse pubblico generale connessi alla realizzazione di investimenti strategici di rilevanza internazionale e nazionale in opere infrastrutturali e in interventi di manutenzione straordinaria di cui all’articolo 1-bis, comma 1, lettere a) e b) individuate dal decreto di cui all’articolo 4-ter, nei limiti di quanto previsto dall’articolo 56-ter del Regolamento (UE) n. 651/2014 del 17 giugno 2014 nei porti della categoria II, classi I e II, nonché delle attività strumentali all’efficiente erogazione di tali servizi, anche mediante la stipula di convenzioni con le autorità di sistema portuale per il coordinamento delle attività di comune interesse;
b) lo svolgimento, in regime di mercato, all’estero o in Italia, di attività di progettazione e realizzazione di opere infrastrutturali attinenti alle attività marittime e portuali, nonché la realizzazione di consulenze, studi, ricerche, servizi anche di ingegneria nel settore delle infrastrutture portuali, compresi gli interventi intermodali, in coerenza con le disposizioni di cui all’articolo 5-quinquies. e che alla Porti d’Itali SpA sono attribuite le funzioni di:
. realizzare il progressivo miglioramento e lo sviluppo della Rete italiana della portualità, nell’ottica della piena integrazione della medesima nella rete transeuropea dei trasporti (TEN-T) e nei circuiti transnazionali della logistica portuale, nonché della promozione delle connessioni interportuali e intermodali, attraverso l’attuazione dell’accordo di programma di cui all’articolo 5.1;
. progettare e realizzare, sia direttamente che in appalto o concessione, ai sensi del Codice dei contratti pubblici di cui al decreto legislativo 31 marzo 2023, n. 36, nel rispetto del regolamento di cui al decreto 28 dicembre 2022, n. 202, interventi di costruzione di opere infrastrutturali e di manutenzione straordinaria, di cui all’articolo 5-ter, comma 2, lettera a), nei porti portualità inclusi nelle circoscrizioni delle autorità di sistema portuale; nell’ambito di tale attività, la società approva i progetti dei lavori e ad essa compete l’emanazione di tutti gli atti del procedimento espropriativo ai sensi del testo unico delle disposizioni legislative e regolamentari in materia di espropriazione per pubblica utilità, di cui al decreto del Presidente della Repubblica 8 giugno 2001, n. 327;
. stipulare convenzioni con le autorità di sistema portuale ai sensi dell’articolo 5-sexies;
. vigilare sull’esecuzione dei lavori;
. realizzare e partecipare a studi, ricerche e sperimentazioni in materia di viabilità, traffico e circolazione;
. curare le strategie di marketing e di promozione della Rete italiana della portualità.”;
CONSIDERATO che la costituzione di Porti d’Italia S.p.A. costituisce un processo di accentramento di funzioni ora in capo alle Autorità di sistema portuale quali le funzioni sulle infrastrutture strategiche e su opere infrastrutturali, segnando un cambio di paradigma rispetto al modello della legge n. 84/1994 e al Decreto legislativo n. 16/2016, attraverso la riduzione dell’autonomia delle Autorità di Sistema Portuale;
CONSIDERATO INOLTRE che si profila un depauperamento delle risorse economiche ed umane a disposizione della A.d.S.P. con una conseguente perdita di capacità di iniziativa;
SOTTOLINEATO come la riduzione di autonomia sottrae competenze fondamentali per la pianificazione e lo sviluppo infrastrutturale dei porti alle A.d.S.P. e riduce il ruolo centrale delle Autorità nella governance e nello sviluppo locale, rischiano di ridurre pesantemente la loro autonomia finanziari;
RILEVATO come la norma prevede una riduzione sull’autonomia dei Presidenti delle Autorità con le nuove procedure di nomina dei Segretari Generali delle medesime;
PRESO ATTO che, a fronte di un accentramento delle competenze, nel sistema di governance di Porti d’Italia S.p.A. non si tenga in considerazione alcuno strumento di coinvolgimento strutturale di enti territoriali quali Regione, enti locali, comunità portuali;
VALUTATO che la crescita dello scalo giuliano si è registrata grazie alla sua capacità di muoversi rapidamente, soprattutto sulla parte logistica, forte dell’autonomia decisionale che le ha permesso di vivere da protagonista la sua localizzazione confinaria strategica;
VALUTATO INFINE che l’Autorità del Mar Adriatico Orientale rappresenta un unicum nel sistema dei porti italiani per la sua vocazione proiettata in larghissima misura ad essere punti di riferimento dei traffici internazionali provenienti dal Far East e dal Mediterraneo Orientale e diretti a diverse manifestazioni europee anche in concorrenza con i porti del Nord Europa e ciò in considerazione della significativa infrastruttura e di scelte di investimento realizzate autonomamente.
Tutto ciò premesso,
IMPEGNA LA GIUNTA REGIONALE
a farsi parte attiva presso il Governo, il Presidente del Consiglio dei Ministri e il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, anche nel suo ruolo di Presidente della Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato e le Regioni, al fine di scongiurare un accentramento delle competenze in capo alle Autorità di Sistema Portuale che possa ledere e ridurre lo sviluppo dei Porti di Trieste e di Monfalcone, indebolendo il sistema economico industriale del Friuli Venezia Giulia.
Presentata alla Presidenza il giorno 10/02/2026
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