Famiglia: Gruppo Pd, parità madri-padri per vero sostegno natalità

Pubblicato il lunedì 27 Lug 2026

 

Udine, 27.07.26 – «Se vogliamo affrontare seriamente il problema della denatalità, dobbiamo smettere di considerare la genitorialità come una responsabilità prevalentemente femminile. La parità tra madri e padri deve diventare un principio concreto, sostenuto da diritti e strumenti adeguati. Per questo è necessario approvare entrambe le misure contenute nella proposta di legge nazionale: l’indennità di maternità al 100 per cento e un congedo paritario non trasferibile per i padri, obbligatorio e adeguatamente retribuito». Lo ha detto la consigliera regionale Manuela Celotti (Pd), insieme al capogruppo Diego Moretti e alla consigliera Laura Fasiolo nel corso della conferenza stampa di presentazione della proposta di legge nazionale in materia di tutela e sostegno della maternità e della paternità, che riprende quella presentata dal Partito democratico in Parlamento.

«L’Italia attraversa da anni un drammatico inverno demografico e i bonus una tantum non sono evidentemente sufficienti a invertire la tendenza. Se avere un figlio continua a comportare per le donne una penalizzazione sul piano lavorativo ed economico e per le famiglie un rischio di perdita di reddito, è del tutto comprensibile che la scelta della genitorialità venga rinviata o, in molti casi, abbandonata. La cosiddetta “child penalty” non è un destino inevitabile: si può contrastare redistribuendo in modo equo il carico di cura» affermano.

La proposta interviene su due fronti. Da un lato, porta al 100 per cento l’indennità di maternità per tutte le categorie di lavoratrici, comprese autonome, libere professioniste e iscritte alla gestione separata, riconoscendo alle lavoratrici autonome un’indennità parametrata al mancato fatturato.

Dall’altro, introduce un vero congedo paritario per il padre, autonomo e non trasferibile a quello della madre: fino a cinque mesi complessivi, di cui quattro obbligatori, con dieci giorni da fruire immediatamente dopo la nascita e il restante periodo anche in forma frazionata. Il congedo è riconosciuto anche ai padri adottivi e affidatari e, per un mese, nel caso di morte perinatale del figlio. L’indennità è fissata al 100 per cento della retribuzione per i lavoratori dipendenti e del mancato fatturato per i padri autonomi iscritti alla gestione separata.

«La parità dei congedi è una misura di giustizia sociale, ma anche una scelta di politica economica e demografica. Se l’assenza dal lavoro per la nascita di un figlio riguarda entrambi i genitori, si riduce la discriminazione nei confronti delle donne in età fertile e si rafforza la condivisione delle responsabilità familiari. Per questo – conclude la prima firmataria della proposta Celotti, con Moretti e Fasiolo – chiediamo che entrambe le misure vengano approvate: non servono nuovi bonus frammentari, ma diritti, servizi e strumenti strutturali che rendano davvero possibile scegliere di diventare genitori senza dover pagare un prezzo in termini di lavoro, reddito e futuro».

 

Ne parlano

Redazione

Ne parlano

Redazione
Redazione

Articoli correlati…