Trieste, 07.03.26 – «I passi avanti fatti in questi anni sono certamente importanti per raggiungere una parità sostanziale. Ma l’8 marzo di quest’anno assume un significato ulteriore perché ci riporta a 80 anni fa quando nel nostro Paese le donne italiane votarono per la prima volta in un’elezione politica, contribuendo alla nascita della Repubblica. Oggi resta però ancora molta strada da fare e la politica ha il dovere e la responsabilità di non fermarsi alle intenzioni, ma appunto rendere concreta l’uguaglianza di genere, sia come presenza nelle istituzioni, sia per favorirla nel mondo del lavoro e sociale». Lo affermano le consigliere e i consiglieri regionali del Partito democratico alla vigilia della Giornata internazionale della Donna.

«Troppo spesso ancora assistiamo a tavole rotonde e convegni dove i relatori sono soltanto uomini o tanti ruoli apicali sono ancora di fatto preclusi alle donne. Chiediamo che possa diventare normale che un ruolo sia ricoperto da chiunque ne abbia titolo o merito, tenendo conto di quanto le donne fanno dietro le quinte della vita di tutti i giorni». E ancora, continuano, «siamo ben coscienti che i diritti che non da oggi chiediamo siano pienamente rispettati, non riguardano solo quelli che escono dalle assemblee legislative, ma anche quelli che si misurano nella complessità della vita reale e nelle circostanze concrete. Sono diritti che devono potersi tradurre in opportunità effettive. Perché sono troppe le donne che ancora oggi, per esigenze familiari o personali, si vedono costrette a rinunciare o a rallentare il proprio percorso professionale nel settore pubblico, come in quello privato, soprattutto in ruoli apicali. Questa disuguaglianza, che non si ferma solo ai percorsi individuali ma anche nel lavoro, con stipendi più bassi, carriere e ruoli pubblici in politica e nella società, va contrastata a partire dall’abbattimento di stereotipi radicati, di reti di potere chiuse e di modelli organizzativi che non favoriscono una reale inclusione. La strada da fare, dunque, è tanta – concludono – e serve un impegno reale e non solo a parole da parte di tutti».

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