Friulano: Gruppo Pd, più forza nelle scuole per valorizzare lingua

Pubblicato il martedì 03 Mar 2026

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Trieste, 03.03.26 – «Il consolidamento e rafforzamento dell’utilizzo della lingua friulana è un obiettivo che va perseguito attraverso azioni che mirino non solo e non tanto alla tutela, quanto alla valorizzazione. In questo percorso è fondamentale l’intervento di diversi soggetti tra cui il sistema scolastico, strumento necessario per rendere eccellente e competitiva una proposta culturale protesa al futuro». Lo affermano le consigliere regionali Laura Fasiolo e Manuela Celotti (Pd) insieme al consigliere Massimiliano Pozzo, intervenuti oggi alla seduta della V commissione riunita per esprimere il parere sul piano generale di politica linguistica per la lingua friulana 2026-2030 proposto dall’Arlef.

Secondo la consigliera Fasiolo, «la deriva linguistica e l’impoverimento delle parole è inaccettabile oggi, un periodo storico in cui gli anglicismi soffocano la lingua italiana e impoveriscono le lingue minoritarie. Il piano quinquennale per la politica linguistica proposto da Arlef viene migliorato rispetto al precedente quinquennio 21-25, dove tendeva soprattutto a finanziare una serie di attività e interventi per diffondere la lingua. Ora si passa da un modello centralizzato a un modello policentrico e partecipativo, alla produzione di piani dove Arlef sia di aiuto alle realtà portatrici di interessi (scuole, Aziende sanitarie, enti locali, Filologica, cooperazione, teatri, media) nelle fasi di stesura, formazione e realizzazione. Positivo inoltre il coinvolgimento di scuole, famiglie e docenti. Il friulano, deve trovare una strategia operativa anche negli enti locali, dalla cartellonistica al bilinguismo visivo. Il 23 per cento dei parlanti friulano a Gorizia deve essere un punto di partenza, per arrivare a un coinvolgimento sempre più ampio di fasce di popolazione giovane».

Per la consigliera Celotti «la lingua friulana, insieme alle altre minoranze linguistiche, è fondamento della Specialità regionale. Per questo il piano triennale avrebbe meritato maggiore condivisione in Consiglio e l’audizione dei soggetti chiamati a renderlo operativo. Pur ringraziando enti e associazioni impegnati ogni giorno nella tutela del friulano, chiediamo si dedichi del tempo in commissione per approfondire scenari e criticità, a partire dal ruolo delle istituzioni, che devono promuoverne con più forza l’uso quotidiano».

Celotti evidenzia inoltre due problemi: «l’eliminazione dei criteri premiali nei bandi cultura per le attività in friulano e la questione irrisolta dell’informazione radio-tv in lingua friulana da parte della Rai, affrontata in modo troppo debole nel Piano. La Regione dovrebbe aprire un confronto deciso a livello nazionale, sul modello della Provincia Autonoma di Bolzano, puntando a una convenzione specifica e a un’azione politica trasversale».

Secondo il consigliere Pozzo, «il Piano predisposto da ARLEF contiene elementi positivi: promuove la partecipazione dal basso coinvolgendo realtà sociali, luoghi di cura e di lavoro». Inoltre, continua, «valorizza le tecnologie, punta al potenziamento dell’insegnamento con progetti strutturali per i giovani, sostiene programmi radiofonici e televisivi, anche grazie a risorse condivise in legge di stabilità; rafforza la rete tra associazioni e territorio».

Tuttavia, continua «restano alcune criticità: maggiore coinvolgimento degli attori impegnati nella tutela del friulano, il venir meno dei criteri premiali nei bandi cultura e i ritardi nell’erogazione delle risorse alle associazioni». Infine, conclude citando l’editoriale de “La Vôs dai Furlans”, che «ha parlato della speranza che il friulano non sia considerato un panda da tutelare, ma sia una lingua normale, che si usa in modo naturale, portando avanti cultura, storia, tradizioni, economia. Una lingua pienamente viva».

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