Trieste, 25.02.26 – «È inaccettabile che nove anni dopo l’inserimento nella programmazione della riqualificazione della viabilità che attraversa Cimpello, la Regione non sia in grado di fornire un cronoprogramma, con un’ipotesi di inizio e fine lavori. Questo atteggiamento reticente conferma una gestione quantomeno approssimativa di un intervento che i cittadini aspettano da anni e ha accumulato un ritardo tanto clamoroso quanto ingiustificabile». Lo afferma il consigliere regionale Nicola Conficoni (Pd) replicando alla risposta che l’assessore regionale Cristina Amirante ha dato all’interrogazione attraverso la quale il consigliere chiedeva di conoscere lo stato di avanzamento della riqualificazione di Via Carducci a Cimpello di Fiume Veneto, precisando la data ipotizzata per l’inizio e la fine dei lavori.
«Ad aggravare una situazione imbarazzante è lo scaricabarile tra la Regione e il Comune messo in atto un mese fa Cimpello quando anche in occasione dell’assemblea pubblica promossa dal comitato locale l’assessore Amirante si è rifiutata davanti ai cittadini di comunicare una previsione di insediamento del cantiere, scaricando appunto la responsabilità dell’opera sul Comune che aveva colpevolmente disertato l’incontro».
La risposta evasiva dell’assessore Amirante che anche oggi non ha fornito alcuna data, continua Conficoni, «lascia sinceramente basiti, perché se sbagliare è umano, perseverare è diabolico. L’insoddisfazione è totale per come si sta gestendo questo intervento che la Regione ha affidato in delegazione amministrativa al Comune e di cui non può, dunque, lavarsi le mani, ma deve assicurare la tempestiva attuazione» continua il consigliere, auspicando che «si finanzino anche il terzo e il quarto lotto, perché anche se la competenza di quest’ultimo è del Comune, in quanto riguardante un tratto del centro abitato, nulla vieta che la Regione possa dare, nell’ambito della concertazione, un contributo all’ente locale per completare l’opera e drenare il traffico parassita, un obiettivo, questo, che i residenti attendono da troppo tempo».

