Trieste, 13.03.26 – «La confusione della Giunta Fedriga e l’assenza di una visione organica su come intervenire lungo il Tagliamento continuano a pesare su un risultato positivo per garantire sicurezza e tutela ambientale. La risposta dell’assessore Scoccimarro all’ennesima interrogazione, unita all’audizione degli scorsi giorni, ha confermato le difficoltà dell’esecutivo, capace solo di scontentare tutti. L’amara sintesi è che dopo otto anni di governo non esiste alcuna certezza e quello che resta è solo il tempo perso per l’estrema improvvisazione». Lo afferma il consigliere regionale Nicola Conficoni (Pd) replicando alla risposta che l’assessore regionale alla Difesa dell’Ambiente ha dato all’interrogazione attraverso la quale il consigliere sottolineava “l’incoerenza tra la bretella di Barbeano e ponte-traversa di Dignano” e a margine delle audizioni dello scorso mercoledì.
«Da un lato – continua – c’è la preoccupazione e la delusione di Latisana che ancora non conosce quali opere verranno realizzate per mitigare rischio di allagamenti ed esondazioni e si sente tradita dalla Giunta, colpevolmente assente all’evento promosso per ricordare il 60° anniversario dell’alluvione».
Dall’altro, prosegue nel ragionamento Conficoni, «Spilimbergo che è ancora sospesa perché, seppure il professor Rinaldo nel corso dell’audizione abbia detto che gli interventi non debbano snaturare il fiume, la Giunta non vuole ritirare la delibera, lasciando tutte le opzioni sul tavolo compreso il ponte-traversa di Dignano. Un’ipotesi che prima voleva portare avanti a tutti i costi, ma poi è stata costretta a congelare e tuttavia ancora non esclude, rifiutandosi di completare l’imbarazzante marcia indietro reclamata dal territorio».
Prova ne è, aggiunge ancora, che «rispondendo all’interrogazione sulla mancanza di coordinamento tra la costruenda bretella di Barbeano e il nuovo ponte-traversa dato per certo da Amirante nel 2024, Scoccimarro ha ammesso che se si andrà avanti con quella eventuale opzione servirà una strada di raccordo con costi aggiuntivi. Così – conclude – ci troveremmo difronte a un doppio danno che speriamo venga scongiurato».


