Trieste, 28.10.26 – «Sette anni dopo l’impegno assunto in Aula dall’assessore, lo studio epidemiologico sulla pedemontana pordenonese non è ancora pronto e i dati non possono essere comunicati. Un ritardo imbarazzante, che testimonia la trascuratezza e l’insensibilità della Giunta Fedriga verso le preoccupazioni di un territorio che chiede di coniugare lavoro e produzione con la tutela della salute». Lo afferma il consigliere regionale Nicola Conficoni (Pd), replicando alla risposta dell’assessore alla Difesa dell’ambiente all’interrogazione attraverso la quale chiedeva di rendere conto dei «ritardi accumulati» sullo studio epidemiologico nella pedemontana pordenonese.
«Nella risposta, l’assessore ha riferito che solo nel 2024, cinque anni dopo l’impegno del 2019, la Giunta ha approvato la delibera per avviare il progetto. I controlli che Arpa continua a svolgere sul rispetto dei limiti di legge sono imprescindibili, ma non sono sufficienti: serve, come lo stesso assessore aveva riconosciuto sette anni fa, una valutazione dell’impatto sanitario delle sostanze immesse nell’ambiente e accumulatesi nel tempo. Questa indagine, però, ancora non c’è».
Per il consigliere dem l’iniziativa, in tutti questi anni, «è rimasta molto sotto traccia, per non dire sparita dai radar, ed è riemersa all’attenzione dell’opinione pubblica solo per le denunce dei comitati o per le interrogazioni dell’opposizione. Non è sembrata una priorità dell’amministrazione, che pare averla subita». Lo studio, ricorda Conficoni, è stato sollecitato per anni dai comitati ambientalisti della pedemontana pordenonese proprio per valutare l’impatto delle emissioni industriali sulla salute della popolazione residente.
«Prendiamo atto che i problemi legati al trattamento dei dati sono stati superati lo scorso agosto e che l’iter può riprendere. Da parte nostra continueremo a vigilare perché non si accumulino altri ritardi, anzi auspichiamo un’accelerazione, perché la trasparenza è fondamentale per rassicurare la popolazione», conclude Conficoni. «La promessa fatta dall’assessore non può rimanere lettera morta e deve arrivare a conclusione entro la fine di questa legislatura. Altrimenti la brutta figura già fatta sarebbe ancora più grave».
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