Salute: Conficoni (Pd), scure su anatomia patologica, prosegue indebolimento a Pn

Pubblicato il giovedì 05 Feb 2026

 

Trieste, 05.02.26 – «La scure che, come pare, si abbatterà entro il prossimo anno sul servizio di anatomia patologica del Santa Maria degli Angeli, rappresenta un ulteriore indebolimento dell’ospedale di Pordenone. Preoccupazioni e incertezze devono ricevere risposte visto che non risulta sia stato attivato un confronto pubblico e istituzionale trasparente sulle ricadute organizzative, professionali e assistenziali derivanti dal trasferimento del servizio». Lo afferma il consigliere regionale Nicola Conficoni (Pd) che attraverso un’interrogazione alla Giunta regionale porta in Consiglio il dibattito aperto sul paventato trasferimento del servizio di anatomia patologica dall’ospedale Santa Maria degli Angeli al Cro, legato all’attuazione del Piano oncologico che ha già comportato l’accorpamento ad Aviano della chirurgia senologica.

Una scelta che secondo il consigliere del Pd, rappresenta «un palese impoverimento dell’ospedale civile. Sono forti le preoccupazioni che tale spostamento incida negativamente sulla capacità del nosocomio nel capoluogo di garantire una presa in carico multidisciplinare completa dei pazienti, in particolare oncologici, penalizzando ulteriormente il suo ruolo di hub territoriale». Inoltre, evidenzia ulteriormente Conficoni, «la manovra sembra in contrasto con gli standard e le modalità di funzionamento dei servizi di medicina di laboratorio relativi alle strutture ospedaliere, stabiliti dalla delibera di Giunta 599 del 2017 e stride con le previsioni nazionali del dm 70 del 2015, che stabilisce criteri e standard relativi alla dotazione dei servizi in rapporto alla classificazione dei presìdi e alla popolazione di riferimento, prevedendo la presenza di servizi essenziali nelle sedi di attività chirurgiche e oncologiche». Insomma, secondo Conficoni «le cose non sono affatto chiare ed è compito della Giunta Fedriga delucidarle a partire dalla veridicità delle notizie, fino alle eventuali motivazioni delle scelte e la loro coerenza normativa. Lo devono ai cittadini e ai professionisti quotidianamente impegnati».

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