Trieste, 30.01.26 – «La falsa partenza della Casa della comunità di Sacile denunciata da medici di famiglia e comitati conferma una preoccupante improvvisazione. La Regione non perda altro tempo prezioso e avvii tempestivamente la necessaria campagna informativa sui servizi erogati, in ritardo come la nuova struttura da costruire per ospitarli». Lo afferma il consigliere regionale Nicola Conficoni (Pd) intervenendo sulla situazione della Casa della comunità di Sacile sulla quale ha presentato già la scorsa estate un’interrogazione per chiedere chiarezza su tempi e modalità di avvio del servizio.
«Dopo l’inaugurazione farlocca del nuovo ospedale di Pordenone – prosegue il consigliere dem – la sala d’attesa deserta della casa della comunità di Sacile testimonia ancora una volta in modo impietoso il deficit di programmazione della Giunta Fedriga. A maggior ragione perché il servizio è stato attivato nei vecchi padiglioni, la sua apertura doveva essere preparata per tempo. Invece non solo il personale è stato reclutato all’ultimo momento, con la proroga di un appalto esterno fino al prossimo 30 marzo, ma i cittadini non sono nemmeno stati edotti su quali prestazioni vengono offerte. Non a caso il dottor Zoi ha sottolineato come i suoi pazienti sono disorientati e preferiscono andare in Veneto o nel capoluogo. Invece di fare polemiche politiche che non gli competono, il direttore generale dell’Asfo avrebbe fatto meglio a veicolare un volantino». L’impressione, secondo Conficoni è che «si navighi a vista. A oggi purtroppo l’unica novità di cui sono certi i sacilesi è la soppressione del punto di primo intervento. È paradossale che la riforma della sanità territoriale finalizzata a diminuire gli accessi impropri ai pronto soccorso, finora nella destra Tagliamento abbia appesantito quello di Pordenone. I residenti nel distretto del Livenza percepiscono un peggioramento, anche perché otto anni dopo l’insediamento del presidente Fedriga l’impegno a potenziare la sanità di prossimità rimane una promessa tradita. Con i lavori di ristrutturazione dei vecchi padiglioni finanziati da Serracchiani ancora da terminare, l’automedica tolta durante il covid e la Medicina dello sport ridimensionata non può che restare delusione e insoddisfazione unitamente all’incertezza su quando saranno disponibili i posti letto aggiuntivi dell’ospedale di comunità».

