Salute: Conficoni (Pd), oltre 3mila dipendenti fuggiti in 6 anni

Pubblicato il martedì 03 Mar 2026

 

Trieste, 03.03.26 – «Oltre 3mila dipendenti delle aziende sanitarie regionali si sono dimessi volontariamente negli ultimi sei anni. Il dato dimostra in maniera lampante quanto Fedriga e Riccardi abbiano sottovalutato un fenomeno che sta ancora indebolendo il sistema. I numeri del 2025, infatti, seppure in lieve calo, restano alti, confermando l’irresponsabilità della Giunta che con grave ritardo solo durante lo scorso anno ha parzialmente “accolto” la nostra proposta di investire nelle risorse umane per trattenere il personale in fuga». Lo afferma il consigliere regionale Nicola Conficoni (Pd) commentando i dati relativi alle cessazioni dei rapporti di lavori dei dipendenti del servizio sanitario regionale ottenuti a seguito di una richiesta di accesso agli atti.

Dal 2020 al 2025, rende noto Conficoni, «a fronte di 2.390 quiescenze, le dimissioni volontarie sono state ben 3.116. Un esodo di oltre 500 dipendenti l’anno difronte al quale la Giunta Fedriga ha assistito inerte, con Riccardi che ha guardato i dipendenti andare via senza battere ciglio. Analizzando i dati delle diverse aziende emerge come l’Ausfc abbia perso 1.396 professionisti (di cui 249 nel 2025), l’Asugi 762 (91), l’Asfo 718 (96), il Burlo 117 (22), il Cro 94 (11) e Arcs 29 (4). Ancora lo scorso anno, dunque, sono usciti anticipatamente 473 dipendenti, in parte attratti dalle cliniche e dagli ambulatori privati finanziati dalla Regione depauperando la sanità pubblica».

«Dopo avere più volte colpevolmente bocciato la nostra proposta – ricorda Conficoni – lo scorso luglio, in occasione dell’assestamento di bilancio, l’assessore Riccardi si è finalmente deciso a introdurre degli incentivi per arginare la fuga. Meglio tardi che mai! Peccato, però, che nel frattempo abbiamo perso tempo prezioso durante il quale il nostro sistema sanitario si è impoverito. Lo sforzo compiuto, poi, per quanto significativo, a nostro avviso non è sufficiente. Il “premio fedeltà” a coloro che si impegnano a rimanere in servizio per un determinato periodo, infatti, dovrebbe essere riconosciuto a tutti i dipendenti e non solo ad alcune categorie. È certo vero che chi rischia e lavora di più deve di conseguenza guadagnare di più, ma fermo restando questo principio è anche vero che se non si adeguano in generale gli stipendi non si renderà attrattiva la professione visto che le retribuzioni medie dei dirigenti sanitari e del personale del comparto in Friuli Venezia Giulia si collocano al di sotto della media nazionale, inferiore a quella di altri paesi europei». In definitiva, conclude Conficoni, «è necessario un ulteriore passo avanti dopo quello tardivo e parziale compiuto dalla Giunta».

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