Trieste, 24.09.26 – «A Piancavallo le persistenti carenze dell’assistenza sanitaria sono diventate il simbolo di una gestione politica che, nonostante le promesse, continua a non dare risposte concrete. Dopo tre stagioni, una invernale e due estive, continua a mancare la guardia medica in pianta stabile e anche oggi l’assessore alla Salute non ha fornito alcuna certezza». Lo afferma il consigliere regionale Nicola Conficoni (Pd) replicando alla risposta all’interrogazione attraverso la quale chiedeva alla Giunta regionale di chiarire la situazione riguardante la sospensione del servizio di continuità assistenziale a Piancavallo.
Il riscontro dell’assessore, continua, «alimenta una convinta insoddisfazione. Un anno e mezzo dopo la mia interrogazione non c’è traccia di una soluzione. Per tamponare la falla si è ricorsi a una convenzione con la Croce rossa per un’ambulanza con infermiere a bordo. Una figura competente, ma che non può sostituire il medico. Si penalizza così una delle località turistiche più importanti del Fvg, proprio mentre la Giunta vanta l’aumento delle presenze». Nell’ultima stagione sciistica, ricorda Conficoni, ci sono stati 140 interventi di soccorso sanitario. «Questo dimostra la gravità della lacuna: a febbraio gli infortunati sono stati accolti nella hall di un albergo e in estate l’ambulatorio è rimasto chiuso, con un cartello che invitava a recarsi alla Casa della comunità di Sacile. Peccato che queste strutture non nascono per assorbire le guardie mediche delle realtà turistiche o periferiche».
La protesta, aggiunge Conficoni, è trasversale: «Non solo gli operatori in prima linea, ma anche il capogruppo di Forza Italia ad Aviano, Danilo Signore, ha chiesto un presidio stabile testimoniando il fallimento del “suo” assessore. Trovo inaccettabile che dopo otto anni di giunta Fedriga si portino solo giustificazioni legate a un’errata programmazione, dopo aver bocciato le nostre proposte, come gli alloggi gratuiti per i medici. È assurdo finanziare concerti da milioni di euro e non assicurare i servizi essenziali. La petizione popolare promossa lo scorso agosto ha superato 1.500 firme: spero che la risposta ai cittadini – conclude – sia diversa da quella deludente data oggi in Aula».


