Salute: Conficoni (Pd), fuga record di pazienti fuori regione è fallimento della Giunta

Pubblicato il lunedì 23 Feb 2026

 

Trieste, 22.02.26 – «La fuga record di pazienti fuori regione dimostra il fallimento di Fedriga e Riccardi. La spinta della Giunta verso il privato ha indebolito la sanità pubblica, peggiorando la competitività del sistema sia sul versante dei ricoveri che della specialistica ambulatoriale». Lo afferma il consigliere regionale Nicola Conficoni (Pd), commentando i dati sulla mobilità sanitaria extraregionale, ottenuti con un accesso agli atti.

«Nel 2024 – prosegue il consigliere dem – il saldo ha raggiunto un picco negativo di 9,9 milioni di euro, mentre quando il presidente Fedriga si è insediato, il sistema era in attivo per 6,9 milioni. Già l’anno seguente, però, seppure di poco per la prima volta le uscite avevano superato le entrate. Nel 2020 e nel 2021, anche in seguito alle restrizioni covid, i conti si erano risollevati ma poi sono nuovamente andati in rosso, decisamente più profondo. In particolare, nel 2024 l’attrazione si è fermata a 85,1 milioni di euro, 0,5 in meno rispetto al 2023, mentre la fuga è salita a 95 milioni di euro, 2,8 in più rispetto all’anno precedente».

Analizzando i numeri delle singole aziende sanitarie regionali (negativi per quelle territoriali, positivi per gli IRCCS) il leggero miglioramento di Asugi (da meno 15,74 a meno 15,66 milioni di euro) e Cro (da più 27,2 a più 27,5 milioni di euro), continua Conficoni «non ha minimamente compensato il deterioramento di Asfo» (da meno 25 a meno 27,2 milioni di euro), Asufc (da meno 15,2 a meno 16,8 milioni di euro) e Burlo (da più 5,2 a più 4,9 milioni di euro). Se il passivo del sistema pubblico è cresciuto di 3,9 milioni di euro (da meno 23,5 a meno 27,4 milioni), i privati hanno migliorato l’attrazione di 500mila euro. Complessivamente, dunque, il saldo è peggiorato di 3,4 milioni di euro rispetto al 2023 e di ben 16,8 milioni di euro rispetto al 2018.

«Questo tracollo – commenta ancora Conficoni – svela un’amara verità: otto anni dopo l’insediamento del presidente Fedriga la sanità del Friuli Venezia Giulia è meno competitiva di quando governava il centrosinistra. Se gli sconfinamenti per ricevere le prestazioni sono aumentati è anche per alcune scelte politiche della Giunta che, dopo il taglio lineare deliberato nel 2019, ha assistito passivamente alle dimissioni volontarie di oltre 2.500 dipendenti delle aziende sanitarie, in parte reclutati da cliniche e ambulatori privati finanziati dalla Regione. Non a caso, nel 2024 gli organici si sono ridotti di 49 unità rispetto all’anno precedente e la spesa per il personale è stata di 34 milioni di euro inferiore al tetto. Cedendo tardivamente al nostro pressing, solo nel luglio dello scorso anno sono stati deliberati gli incentivi per limitare la fuga di professionisti che ha depauperato i reparti. Nonostante i risultati di una gestione poco lungimirante siano inversamente proporzionali alla sua arroganza, l’assessore Riccardi insiste a testa bassa nel calare dall’alto le sue riforme. Per affrontare la transizione demografica ed epidemiologica in atto, però, la sanità va cambiata, non smantellata con la privatizzazione degli ospedali. Come dimostra il documento elaborato dalla Lega – conclude – anche nella maggioranza c’è chi dubita si stia andando nella giusta direzione».

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