Trieste, 14.09.26 – «La Regione deve andare oltre il monitoraggio dei pozzi e verificare se e quanto la popolazione sia stata esposta ai Pfas. Di fronte a una contaminazione accertata, non basta sapere dove sono le sostanze: bisogna conoscere l’eventuale presenza nell’organismo e valutarne i possibili effetti sulla salute». Lo afferma il consigliere regionale Nicola Conficoni (Pd), che ha depositato un’interrogazione per fare il punto sul quadro della contaminazione da Pfas in Friuli Venezia Giulia e verificare quali ulteriori strumenti di prevenzione e conoscenza la Regione intenda attivare.
«Consapevoli dell’importanza della questione – prosegue il consigliere dem – abbiamo sostenuto le misure previste con l’assestamento di bilancio per i controlli sui pozzi privati, l’estensione della rete acquedottistica e il sostegno ai sistemi di filtrazione. Questi interventi sono indispensabili, ma non esauriscono il problema, che richiede verifiche e approfondimenti scientifici».
Secondo Conficoni, è necessario distinguere tra monitoraggio ambientale, biomonitoraggio umano e studi epidemiologici, costruendo un percorso integrato che consenta di comprendere non solo l’estensione della contaminazione, ma anche l’eventuale esposizione delle persone e i possibili effetti sulla salute. «L’esperienza della Regione Veneto dimostra che, a fronte di una contaminazione accertata, è possibile sviluppare programmi di biomonitoraggio, sorveglianza sanitaria e studi epidemiologici in collaborazione con l’Istituto superiore di sanità e gli enti scientifici. Anche il Friuli Venezia Giulia dovrebbe valutare questa strada».
Di fronte a un tema che riguarda direttamente la qualità dell’acqua e la tutela della salute pubblica, conclude Conficoni, «i cittadini hanno il diritto di conoscere con precisione l’entità della situazione, le cause della contaminazione e gli eventuali livelli di esposizione. Per questo chiediamo trasparenza, pubblicazione dei dati e un programma regionale che colleghi monitoraggio ambientale, biomonitoraggio e valutazione sanitaria».
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