Mozione
Oggetto: <<Dichiarazione dello Stato di emergenza Climatica e Ambientale>>
Proponenti: CONFICONI, MORETTI, SANTORO, COSOLINI, BOLZONELLO, IACOP, GABROVEC, SHAURLI, RUSSO, DA GIAU, MARSILIO
Il Consiglio regionale del Friuli Venezia Giulia,
PREMESSO CHE:
– il nostro pianeta sta attraversando una fase storica preoccupante, contraddistinta da grandi mutamenti ambientali, che mostrano nei cambiamenti climatici già in atto il rischio di una svolta irreversibile e che impongono scelte urgenti non più rinviabili;
– eventi climatici estremi quali alluvioni, siccità, ondate di calore si susseguono con sempre maggior frequenza, anche in Europa e in Italia, causando gravi conseguenze alle persone, all’ecosistema, oltre a rilevanti danni economici ai sistemi produttivi e ai territori;
– la portata e l’urgenza della crisi climatica richiedono un forte impulso all’affermazione di un nuovo modello di sviluppo, fondato sulla sostenibilità ambientale, economica e sociale e sulla lotta alle disuguaglianze anche generazionali, derivanti dall’esposizione agli impatti dei cambiamenti climatici stessi;
– tali eventi ambientali sono alla base di conflitti e migrazioni di massa, che sconvolgono la vita di milioni di persone. La distruzione delle risorse naturali e il livello di inquinamento degli oceani, del suolo e dell’aria hanno impatti estremamente rilevanti sulla salute umana e sulla qualità dell’ecosistema, tanto da rendere in un futuro non così lontano varie zone del globo terrestre addirittura inabitabili a causa di un abbinamento, letale per gli esseri umani, di umidità e calore, generati dai cambiamenti climatici;
– la Regione del Mediterraneo, che rappresenta un ecosistema di grande biodiversità, come riporta l’Agenzia Europea per l’Ambiente (EEA, 2012) è una delle aree del pianeta soggetta maggiormente agli impatti del cambiamento climatico, a seguito dell’aumento delle temperature e dalla diminuzione delle precipitazioni, tanto da considerarla hotspot climatico, punto caldo per lo studio del clima, cioè un’area particolarmente sensibile al suo cambiamento;
– la comunità scientifica internazionale, riunita nell’Intergovernmental Panal on Climate Change (IPPC), ha riconosciuto sia che il surriscaldamento globale che causa i cambiamenti climatici è determinato dall’attività umana, in particolare a seguito dell’uso dei combustibili fossili, sia che si hanno soltanto 11 anni a disposizione per evitare la catastrofe ambientale. Nel suo ultimo rapporto, l’Organismo scientifico dell’ONU ha invitato tutti i legislatori e i Governi ad assumere misure senza precedenti nella storia puntando soprattutto: alla riduzione delle emissioni di gas serra e, in particolare, di anidride carbonica attraverso il ricorso alle energie rinnovabili, alla mobilità elettrica e sostenibile, all’efficienza e al risparmio energetico, al riciclo dei rifiuti e allo sviluppo dell’economia circolare, al minor consumo di carne, alla riforestazione di vaste aree del pianeta, fino a suggerire la cattura dell’anidride carbonica e il suo stoccaggio in depositi sotterranei;
– il 25 settembre del 2015 l’Assemblea generale delle Nazioni Unite ha approvato all’unanimità l’Agenda 2030 per lo sviluppo sostenibile, corredata da 17 Obiettivi di sviluppo sostenibile (cd. “Sustainable Development Goals”, SDGs) e 169 Target. Questo programma, quale piano d’azione per la gente, il pianeta e la prosperità, prevedere come obiettivo 13 di “Adottare misure urgenti per combattere il cambiamento climatico e le sue conseguenze”;
– il 12 dicembre 2015 si è raggiunto l’Accordo di Parigi sul clima, un accordo tra gli Stati membri della Convenzione quadro delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici (UNFCCC), entrato in vigore il successivo 4 novembre 2016, che ha riunito per la prima volta 195 Paesi del mondo in un accordo globale e giuridicamente vincolante per combattere il cambiamento climatico; tale accordo ha definito un piano d’azione per contenere l’aumento della temperatura media globale al di sotto di 2 gradi centigradi rispetto al livello precedente alla rivoluzione industriale e per puntare a contenere tale incremento a 1,5 gradi. Nonostante la portata storica dell’Accordo di Parigi il percorso per la sua attuazione procede con lentezza a causa delle resistenze degli Stati ad assumere decisioni coraggiose e capaci di superare l’attuale modello di sviluppo ormai insostenibile, sotto il profilo non solo ambientale, ma anche sociale ed economico;
– nel corso della COP24 (Conferenza delle parti della Convenzione internazionale sui cambiamenti climatici) tenutasi recentemente a Katowice, in Polonia, è stato fatto il punto sullo stato di avanzamento degli impegni assunti dai membri della comunità internazionale; aspetto positivo è stato aver dotato l’Accordo del 2015 di linee guida (“rulebook”) per la sua attuazione dal 2020, mentre non sono stati concordati impegni sull’adozione di un quadro normativo vincolante e condiviso;
– l’attuale proposta di Piano nazionale integrato per l’energia e il clima, con gli obiettivi che si pone e le misure che prevede, appare inadeguato ad affrontare la sfida dell’emergenza climatica che anche l’Italia ormai si trova ad affrontare e che richiede invece proposte concrete e misurabili in grado di garantire la giusta transizione ecologica del nostro Paese, permettendo anche all’Italia di arrivare alla carbon neutrality entro il 2050;
– in Italia gli ultimi dati ISTAT 2019 confermano che un percorso virtuoso è già stato avviato e alcuni risultati concreti sono già stati raggiunti con numeri importanti: 17% è l’aliquota di energia prodotta da fonti rinnovabili, meno 50%, si è infatti dimezzato il consumo di risorse naturali rispetto al Pil tra il 2000 e il 2017; 36 sono i miliardi di Euro pari al valore aggiunto creato dalle ecoindustrie, senza peraltro beneficiare di sconti ambientali;
– il 15 marzo 2019 i giovani di tutto il mondo, seguendo l’esempio dell’adolescente svedese Greta Thunberg numerosissimi anche nel nostro Paese, hanno invaso le piazze per chiedere ai Capi di Stato dei rispettivi Governi, un impegno più forte e determinato per affrontare l’emergenza climatica e salvare il pianeta;
– la COP26 che si terrà nel 2020 rappresenterà una delle ultime occasioni per assumere decisioni vincolanti e intraprendere azioni efficaci e misurabili per contenere l’aumento della temperatura globale, ridurre le emissioni di anidride carbonica e raggiungere gli obiettivi di decarbonizzazione, dando così finalmente piena attuazione all’Accordo di Parigi 2015;
– l’Unione Europea ha un ruolo centrale nel contrasto ai cambiamenti climatici e le dichiarazioni pubbliche della Presidente designata della Commissione europea, Ursula von der Leyen, sono un fatto senza precedenti, perché vanno nella direzione di fare della nostra Europa il primo continente neutrale dal punto di vista climatico, che persegue senza tentennamenti un futuro sostenibile;
– l’Italia deve ambire a giocare un ruolo da protagonista nel contesto europeo sui temi del cambiamento climatico, della tutela del paesaggio e del suolo, della transizione verso forme di energia sostenibili ed ecologiche, coniugandole con il sostegno alle nuove tecnologie e alle azioni delle comunità locali, della società civile, delle istituzioni universitarie e di tutto il mondo della ricerca;
– La Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia ha già avviato il percorso per la definizione della Strategia Regionale di Adattamento ai Cambiamenti Climatici, affidando ad ARPA FVG con DGR. n. 1890/2016 la realizzazione dello Studio delle evidenze dei cambiamenti climatici sul territorio e l’analisi dei loro impatti anche al fine di produrre conoscenza utile per le successive politiche climatiche, i cui dati devono al più presto essere oggetto di elaborazione per la redazione del “Piano Regionale di Adattamento e Mitigazione dei Cambiamenti Climatici”, come deciso dal Consiglio Regionale con l’approvazione della mozione n. 66/2019 “Sulla necessità da parte della Regione Friuli Venezia Giulia di continuare l’impegno per contrastare i cambiamenti climatici”;
– anche le Amministrazioni comunali possono pertanto fare la loro parte anche con la propria adesione al Patto dei Sindaci e la redazione di Piani d’azione per l’energia sostenibile e il clima (PAESC);
– ognuno di noi può contribuire con i propri comportamenti consapevoli, anche modificando il proprio stile di vita e le proprie abitudini, a fare la propria parte in questa battaglia comune, perché la questione ambientale oggi è anche questione intergenerazionale e ne portiamo tutti la responsabilità ed è ai nostri figli e nipoti che dobbiamo lasciare un Pianeta che permetta loro di vivere con prospettive di futuro.
Tutto ciò premesso e considerato
impegna la Giunta regionale
a dichiarare lo Stato di Emergenza Climatica e Ambientale nella Regione Friuli Venezia Giulia, quale assunzione di consapevolezza e responsabilità politica;
impegna la Giunta regionale altresì
– ad accelerare l’elaborazione del “Piano Regionale di Adattamento e Mitigazione dei Cambiamenti Climatici”;
– nelle more della sua approvazione, a finanziare già con la prossima legge di stabilità nuove azioni dirette a favorire la transizione energetica e la decarbonizzazione dell’economia, perseguendo gli obiettivi più ambiziosi dell’Accordo di Parigi siglato nel 2015;
– a coinvolgere gli Enti locali nel percorso di rafforzamento delle misure volte a ridurre le emissioni di gas serra;
– a combattere la non-cultura di chi non riconosce il valore della scienza e a intensificare il coinvolgimento attivo di cittadini, associazioni e scuole nel processo di individuazione delle criticità ambientali e nella loro soluzione.
Trieste, 27 settembre 2019
