Trieste, 27.11.25 – «L’emergenza abitativa penalizza cittadini e imprese che faticano a trovare alloggi a costi compatibili con gli stipendi dei lavoratori dipendenti e coi redditi delle partite iva. Per questo, accanto alle misure già predisposte per favorire il recupero degli immobili privati, è necessario agire anche sull’edilizia pubblica promuovendo il recupero degli edifici demaniali e militari dismessi». A chiederlo è il consigliere regionale Nicola Conficoni (Pd) che nella seduta della prima commissione integrata, riunita per l’esame della legge di Stabilità 2026-2028, ha presentato un emendamento, che la Giunta non ha accolto, per concedere un contributo di 5 milioni di euro nel biennio 2026-2027 ai Comuni e alle Ater al fine dell’acquisto e della rigenerazione degli alloggi militari dismessi.
«La linea contributiva per i privati attivata nei mesi scorsi dimostra la volontà della Giunta, però i bilanci sociali delle Ater sono rimasti sospesi per anni. Dal documento, pubblicato lo scorso luglio in seguito alla nostra sollecitazione, emerge che gli alloggi gestiti nelle province di Udine e Pordenone sono leggermente diminuiti, passando dai 3.809 nel 2020 ai 3.800 nel 2024. Certo gli interventi di riqualificazione del patrimonio immobiliare esistente eseguiti nel frattempo anche grazie al superbonus sono indubbiamente positivi». Secondo Conficoni, «per affrontare efficacemente l’emergenza abitativa, però, ora bisogna aumentare le case popolari. Rigenerare gli immobili demaniali dismessi, che versano in uno stato di degrado, è un modo intelligente di traguardare questo obiettivo anche perché consente di migliorare il decoro e la sicurezza».


