Trieste, 20.01.26 – «Sulla situazione di disagio che stanno vivendo da tempo le famiglie che vivono a ridosso del tratto dell’A28 nel Comune di Porcia, la posizione della Regione è ormai chiara: se ne lava le mani, attenendosi strettamente alle norme e scegliendo politicamente di non intervenire, quando invece in altre situazioni, ad esempio nel caso dell’interporto di Pordenone, dove sono state installate la barriere fonoassorbenti». Lo afferma il consigliere regionale Nicola Conficoni (Pd) replicando alla risposta che l’assessore regionale alle Infrastrutture ha dato all’interrogazione attraverso la quale il consigliere chiedeva quale fosse la posizione della Regione sulla riduzione delle barriere acustiche lungo l’A28.
«Il piano di contenimento e abbattimento del rumore, che individua gli interventi di mitigazione acustica – spiega Conficoni – presenta delle carenze nel territorio pordenonese e in particolare lungo il tratto dell’A28 che attraversa il Comune di Porcia, lambendo alcune abitazioni. Per questo era ed è necessario un intervento della Regione a tutela delle famiglie coinvolte». Della vicenda, ricorda il consigliere dem, «se n’era interessato il gruppo consiliare del Pd del Comune di Porcia che attraverso una lettera formale indirizzata ad Autostrade Alto Adriatico, all’Arpa, all’assessore regionale e al sindaco di Porcia ha chiesto dei chiarimenti sulle modalità di applicazione di una norma, sollevando delle perplessità. Tuttavia nessuna risposta è arrivata». Solo oggi, continua Conficoni, «a fronte della nostra interrogazione, l’assessore ha riconosciuto che i criteri di valutazione maggiormente restrittivi citati in un documento di Arpa non sono vincolanti. Resta, dunque, il legittimo dubbio che, diversamente da quello che si vuol far credere, le scelte politiche avrebbero potuto essere diverse, ma così non è stato, comportando infine una riduzione delle barriere acustiche installate lungo l’autostrada, che nel tratto di Porcia passano da quattro chilometri addirittura a uno. Una decisione avallata anche dall’amministrazione comunale che dovrebbe avere maggiore sensibilità verso la protezione delle abitazioni esposte al rumore le cui aspettative sono andate deluse».


