Cultura: Pozzo (Pd), si valorizzi il patrimonio napoleonico

Pubblicato il venerdì 25 Set 2026

Trieste, 25.09.26 – «Le vicende napoleoniche e francesi di fine 1.700 hanno indiscutibilmente lasciato in Friuli Venezia Giulia un articolato patrimonio culturale materiale e immateriale, costituito sia da luoghi e beni già dotati di autonomo valore storico e artistico, successivamente segnati dalla presenza napoleonica, sia da monumenti, opere e interventi sorti direttamente in conseguenza di quella stagione. Proponiamo di adottare in vista dei 230 anni dalla firma del Trattato di Campoformio, provvedimenti volti alla conoscenza, valorizzazione e promozione, in chiave storica, culturale e turistica, di questo patrimonio».

Lo afferma il consigliere regionale Massimiliano Pozzo (Pd) che ha depositato una mozione per la valorizzazione del patrimonio storico, culturale e turistico del Friuli Venezia Giulia legato alla presenza napoleonica e francese, in occasione del 230° anniversario del Trattato di Campoformio.

«Sul fronte culturale la nostra regione sta operando complessivamente bene, con investimenti consistenti, intercettando una vivacità significativa del nostro territorio e contribuendo ad alzare la qualità della vita. Tra i vari filoni che possono essere potenziati – dichiara il consigliere – evidenzio quello della storia napoleonica e francese del fine del 1.700 che ha portato un’eredità vastissima di patrimonio sia materiale che immateriale, incidendo profondamente sul quello che è stato il futuro dell’Europa e sulla successiva storia politica, sociale e culturale dei territori interessati, compreso il nostro».

A titolo esemplificativo, continua Pozzo, «tra i luoghi maggiormente legati figurano Campoformido, Passariano con Villa Manin, Udine, Palmanova, Sacile, l’area del Tagliamento, Gradisca d’Isonzo e Trieste, oltre ad altri centri e territori regionali interessati dalla presenza francese e napoleonica, come Villa Vicentina, dove ci fu la residenza di Elisa Bonaparte Baciocchi, sorella di Napoleone. Vi sono poi monumenti e opere commemorative, e si rivela un significativo patrimonio culturale immateriale, costituito dalla memoria degli avvenimenti, dalle tradizioni, dalle narrazioni popolari, dalle leggende, dalle testimonianze linguistiche e dalle altre tracce lasciate nella cultura delle comunità regionali».

Con la mozione, il consigliere propone di promuovere la conoscenza e valorizzazione, in chiave storica, culturale e turistica, di questo patrimonio e dell’anniversario, il prossimo anno, dei 230 anni dalla firma del Trattato di Campoformio di favorire la messa in rete dei luoghi, dei beni, dei monumenti, delle memorie e delle testimonianze riconducibili a tale periodo, anche attraverso percorsi e itinerari storico-culturali. E ancora chiede di valutare l’attivazione di uno specifico intervento regionale, anche mediante un apposito bando, destinato a sostenere iniziative connesse al 230° anniversario del Trattato di Campoformio e, più in generale, alla valorizzazione di tale patrimonio, anche oltre la ricorrenza del 2027.

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