INTERROGAZIONE A RISPOSTA ORALE

Oggetto: Salute mentale negli istituti penitenziari del Friuli Venezia Giulia: stato dell’assistenza, prevenzione del rischio suicidario e necessità di un programma regionale

PREMESSO CHE
• la tutela della salute costituisce un diritto fondamentale della persona, garantito dall’articolo 32 della Costituzione, che deve essere assicurato anche nei confronti delle persone private della libertà personale;
• la tutela della salute delle persone detenute rientra pertanto a pieno titolo nelle responsabilità del Servizio sanitario regionale, secondo quanto previsto dalla normativa nazionale in materia di assistenza sanitaria negli istituti penitenziari;
CONSIDERATO CHE
• la popolazione detenuta presenta una particolare esposizione a condizioni di disagio psichico, disturbi mentali, dipendenze patologiche, autolesionismo e rischio suicidario, rendendo necessario garantire interventi tempestivi di prevenzione, diagnosi, trattamento e continuità assistenziale;
• la complessità delle condizioni di salute delle persone detenute richiede un approccio multidisciplinare e una stretta integrazione tra i servizi sanitari regionali, le Aziende sanitarie competenti e l’Amministrazione penitenziaria;
• la disponibilità di adeguate équipe e di professionisti della salute mentale, in particolare psichiatri, psicologi e altre figure sanitarie competenti, costituisce un elemento essenziale per assicurare una presa in carico appropriata e continuativa delle persone detenute maggiormente vulnerabili;
RILEVATO CHE
• la prevenzione del suicidio e degli atti autolesivi negli istituti penitenziari richiede non soltanto interventi rivolti alla persona detenuta, ma anche adeguati strumenti di formazione degli operatori, gestione degli eventi critici e analisi delle eventuali criticità organizzative e assistenziali;
• a seguito di suicidi, tentativi di suicidio, episodi di autolesionismo grave e altri eventi sentinella appare particolarmente importante procedere a una sistematica valutazione clinica e organizzativa, anche attraverso audit finalizzati a individuare eventuali criticità e a definire conseguenti azioni di miglioramento;
RITENUTO CHE
• sia opportuno rafforzare il coordinamento regionale delle attività sanitarie relative alla salute mentale negli istituti penitenziari, anche attraverso il coinvolgimento dell’Azienda regionale di coordinamento per la salute (ARCS) e delle Aziende sanitarie competenti per territorio;
• sia altresì necessario disporre di strumenti omogenei di monitoraggio e valutazione, tali da consentire alla Regione di conoscere l’effettiva capacità del sistema di prevenire e affrontare le situazioni di disagio psichico e di rischio suicidario all’interno degli istituti penitenziari regionali;
Tutto ciò premesso, la sottoscritta Consigliera regionale INTERROGA la Giunta regionale per sapere:
1. quale sia l’attuale organizzazione dell’assistenza sanitaria nell’ambito della salute mentale negli istituti penitenziari del Friuli Venezia Giulia, con particolare riferimento alla presenza e alla disponibilità di psichiatri, psicologi e degli altri professionisti coinvolti, nonché alle modalità di presa in carico delle persone detenute con disturbi psichici, dipendenze patologiche o particolare rischio suicidario;
2. se la Regione intenda rafforzare e rendere maggiormente strutturato il coordinamento regionale dell’assistenza in materia di salute mentale negli istituti penitenziari, anche attraverso ARCS e le Aziende sanitarie competenti, e se intenda a tal fine definire indirizzi organizzativi e assistenziali comuni, nonché specifici indicatori per il monitoraggio della qualità e dell’efficacia degli interventi;
3. quali iniziative siano attualmente previste per la formazione e il supporto degli operatori sanitari impegnati negli istituti penitenziari, con particolare riferimento alla prevenzione e gestione del rischio suicidario e degli eventi autolesivi, e se siano previsti interventi di sostegno psicologico e debriefing per gli operatori coinvolti in eventi critici;
4. se, a seguito di suicidi, tentativi di suicidio, episodi di autolesionismo grave o altri eventi sentinella verificatisi negli istituti penitenziari regionali, vengano effettuati audit clinici e organizzativi sistematici, finalizzati a individuare eventuali criticità e a definire conseguenti azioni di miglioramento, e se la Giunta ritenga opportuno introdurre modalità omogenee di audit e di monitoraggio a livello regionale.

Laura FASIOLO

Trieste, 09/09/2026

4920 - FAS IRO salute mentale in carcere