INTERROGAZIONE A RISPOSTA ORALE
Oggetto: Medicina di genere: stato di attuazione e utilizzo dei dati disaggregati per sesso nella programmazione sanitaria regionale
PREMESSO CHE
• la legge 11 gennaio 2018, n. 3, all’articolo 3, ha previsto la predisposizione del Piano per l’applicazione e la diffusione della medicina di genere, con l’obiettivo di garantire una maggiore appropriatezza delle cure attraverso la considerazione delle differenze biologiche, fisiologiche e socio-culturali tra donne e uomini;
• il Piano nazionale per l’applicazione e la diffusione della medicina di genere individua tra gli obiettivi prioritari l’integrazione della prospettiva di genere nelle attività di prevenzione, ricerca, programmazione, monitoraggio e valutazione delle politiche sanitarie;
CONSIDERATO CHE
• numerose evidenze scientifiche dimostrano come molte patologie possano presentare differenti modalità di insorgenza, manifestazione clinica, risposta ai trattamenti ed esiti in relazione al sesso e al genere;
• una programmazione sanitaria fondata anche sull’analisi di dati disaggregati per sesso rappresenta uno strumento essenziale per individuare eventuali differenze e diseguaglianze nell’incidenza delle patologie, nell’accesso alle prestazioni, nei percorsi diagnostico-terapeutici, nell’efficacia degli interventi e negli esiti di salute;
• l’integrazione della medicina di genere nella programmazione sanitaria regionale costituisce pertanto un elemento qualificante per migliorare la qualità dell’assistenza, l’equità del Servizio sanitario regionale e l’efficacia delle politiche di prevenzione;
RILEVATO CHE
• la raccolta e l’analisi sistematica dei dati epidemiologici, clinici, diagnostici e di esito, disaggregati per sesso, ove tecnicamente possibile e nel rispetto della normativa vigente in materia di protezione dei dati personali, consentono di orientare in maniera più efficace la programmazione sanitaria e la definizione delle strategie di prevenzione;
• la disponibilità di tali informazioni può costituire un fondamentale supporto per la valutazione dell’efficacia delle politiche sanitarie regionali e per l’eventuale aggiornamento, rimodulazione o estensione dei programmi di screening, delle campagne di prevenzione e dei percorsi assistenziali, con particolare riferimento alle patologie che presentano differenti caratteristiche epidemiologiche, diagnostiche o prognostiche tra uomini e donne;
Tutto ciò premesso, la sottoscritta Consigliera regionale INTERROGA la Giunta regionale per sapere
1. quale sia lo stato di attuazione, nell’ambito del Servizio sanitario regionale, dei principi e degli obiettivi della medicina di genere previsti dalla legge 11 gennaio 2018, n. 3, e dal Piano nazionale per l’applicazione e la diffusione della medicina di genere, con particolare riferimento alle attività di prevenzione, programmazione, monitoraggio, ricerca e valutazione delle politiche sanitarie regionali;
2. se, e con quali modalità, gli enti del Servizio sanitario regionale raccolgano, elaborino e analizzino dati epidemiologici, clinici, diagnostici e di esito disaggregati per sesso, ove tecnicamente possibile e nel rispetto della normativa in materia di protezione dei dati personali, e se siano già disponibili sistemi o flussi informativi regionali che consentano tale analisi;
3. se la Regione utilizzi o intenda utilizzare tali dati quale strumento di supporto alla programmazione sanitaria regionale, alla definizione degli indirizzi di prevenzione e alla valutazione dell’efficacia delle politiche sanitarie, nonché per individuare eventuali differenze di genere nell’incidenza e nella gestione delle patologie, nell’accesso alle prestazioni, nei percorsi diagnostico-terapeutici e negli esiti di salute;
4. se la Giunta intenda promuovere un’omogenea applicazione della medicina di genere all’interno degli enti del Servizio sanitario regionale, attraverso specifici indirizzi regionali volti a definire criteri comuni per la raccolta e l’elaborazione dei dati disaggregati per sesso, nonché indicatori utili al monitoraggio delle differenze di genere in ambito sanitario;
5. se e in che modo i dati derivanti dall’applicazione della medicina di genere siano presi in considerazione, o si intenda prenderli in considerazione, nell’aggiornamento, nella rimodulazione o nell’estensione dei programmi di screening, delle campagne di prevenzione e dei percorsi assistenziali regionali, con particolare riguardo alle patologie caratterizzate da differenti profili epidemiologici, diagnostici o prognostici tra uomini e donne;
6. se la Giunta intenda adottare specifiche linee di indirizzo rivolte agli enti del Servizio sanitario regionale, finalizzate a favorire criteri uniformi per la raccolta e l’analisi dei dati, indicatori di monitoraggio e modalità di integrazione della medicina di genere nella programmazione sanitaria regionale, compatibilmente con le risorse umane, strumentali e finanziarie disponibili a legislazione vigente.
Laura FASIOLO
Trieste, 02/09/2026
4905 - FAS IRO medicina di genere