Trieste, 06.09.2026 – «L’appello dei chirurghi del Nordest conferma forti preoccupazioni per il piano oncologico e la tenuta dei nostri ospedali. Non si può riorganizzare la rete basandosi solo su numeri e posti letto: le indicazioni nazionali vanno contestualizzate valorizzando le competenze presenti negli ospedali spoke».
Lo afferma la consigliera regionale Manuela Celotti (Pd), commentando le ultime prese di posizione del mondo medico.
Oggi la rete del Friuli Venezia Giulia, prosegue la consigliera dem «vede presidi spoke con chirurghi di indiscutibile valore, mentre realtà centrali vivono forti sofferenze organizzative e carenze d’organico: a Udine entrambi i reparti di chirurgia, ospedaliera e universitaria, sono senza primario e a Trieste e Pordenone si rischiano scenari analoghi nei prossimi mesi».
Secondo Celotti «l’eccessivo accentramento smentisce le sue stesse premesse: gli stessi documenti nazionali evidenziano che quando si sovraccaricano gli hub si perde in efficienza ed efficacia, con tempi d’intervento per alcune patologie che risultano meno performanti rispetto agli spoke».
Se a questo quadro, conclude, «aggiungiamo le continue esternalizzazioni, il ricorso sempre più spinto al privato accreditato e le ipotesi di gestione privata per interi ospedali di rete come Latisana e Spilimbergo, appare chiaro perché i cittadini debbano chiedere conto di quale futuro della sanità pubblica stia effettivamente disegnando questa Giunta regionale»
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