Comparto unico: Martines-Pozzo (Pd), contratto, autonomia da tutelare

Pubblicato il giovedì 27 Ago 2026

 

Trieste, 27.08.26 – «La certificazione negativa della Corte dei conti sul rinnovo del contratto del Comparto unico limita di fatto l’autonomia negoziale della Regione Friuli Venezia Giulia, che deve poter decidere in modo responsabile come utilizzare le proprie risorse, anche per valorizzare il personale e rendere più attrattivo il lavoro pubblico per le nuove generazioni». Lo affermano i consiglieri regionali Francesco Martines e Massimiliano Pozzo (Pd), in merito allo stop da parte della Corte dei conti alla certificazione dell’ipotesi di contratto 2022-2024 del Comparto unico della Regione Friuli Venezia Giulia.

I consiglieri evidenziano che «così facendo, pur nel rispetto delle valutazioni della Corte, si rischia di rendere il settore pubblico ancora meno attrattivo per i giovani, proprio nel momento in cui servirebbe investire sulla capacità di reclutare nuove competenze in una pubblica amministrazione chiamata a essere innovativa e capace di offrire servizi migliori. Anche oggi si registra, per esempio, come il Nordest sia tra le aree più in difficoltà nell’attrarre giovani, anche a causa del costo della vita più elevato rispetto ad altre parti d’Italia e di livelli salariali bassi e fermi».

Martines e Pozzo ricordano inoltre che «parliamo di un contratto scaduto da quattro anni, con legittime aspettative da parte dei lavoratori e delle rappresentanze sindacali. Punti centrali della preintesa, come l’aumento salariale, il welfare di 800 euro e l’incremento dei buoni pasto da 7 a 10 euro, non sono misure straordinarie, ma atti dovuti, tenuto conto dell’inflazione e del blocco che la pubblica amministrazione ha subito per anni, considerata sempre come costo e mai come attore fondamentale per il rilancio del sistema Paese».

Nel Comparto unico, continuano, «resta essenziale anche la perequazione degli stipendi per sostenere i Comuni nel reperire nuove professionalità, contabili, tecniche e amministrative, come gli enti locali richiedono con forza. Per questo la Regione deve rivendicare con chiarezza la propria autonomia e individuare una soluzione che consenta di procedere al rinnovo».

Infine, concludono, «la Regione deve motivare con chiarezza la sostenibilità economico-finanziaria delle scelte, tenendo conto che, rispetto ai contratti nazionali, il Friuli Venezia Giulia dispone di un’autonomia finanziaria che può e deve essere utilizzata anche per investire sulle risorse umane. Solo così si conferma la capacità di avere un’amministrazione pubblica che concorre alla specialità regionale e a risultati nelle proprie competenze riconosciuti anche dallo Stato».

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