(ACON) Trieste, 22 ago – “Le fasi siccitose sempre più lunghe e drammatiche, come quella attuale nel tratto italiano dell’Isonzo, richiedono certo tempi stretti per essere affrontate per le loro conseguenze sull’ecosistema fluviale in territorio italiano; la politica, però, non può permettersi troppa fretta per la realizzazione delle opere importanti e impattanti di rifasamento, ovvero il cosiddetto adeguamento della traversa di Piuma, della soglia di Straccis a Gorizia e della Cava Postir nel comune di Sagrado”. Così, in una nota, la consigliera regionale del Partito democratico Laura Fasiolo.
“Le opere illustrate in IV Commissione il 15 giugno, dove sono intervenuta – prosegue Fasiolo – evidenziando il bisogno di saperne di più: quanto presentato era una visione prodromica a un progetto di studio che oggi manca e pare perciò opportuno chiedere accelerazioni sulla progettazione dell’opera, piuttosto che sulla sua realizzazione in attesa di un progetto con relativo rendering”.
Secondo la dem, come chiesto anche durante i lavori in Commissione, “serve anche sapere quali gli effetti sul microclima a Gorizia, quali le aree del Parco di Piuma messe a rischio e quale l’impatto ambientale della Cava Postir. È evidente che non sono dettagli”.
“Solo una gestione transfrontaliera dell’Isonzo/Soca – sottolinea Fasiolo – potrà far fronte in modo efficace alle future crisi idriche, come dice a chiare lettere la direttiva europea Acque 2000/60/Ce, recepita dal decreto legislativo 152/2006. In base alla norma, un bacino idrografico che si estende sul territorio di più Stati membri viene assegnato a un distretto idrografico internazionale (articolo 3) e gli Stati coinvolti si coordinano per progettare un unico piano di gestione del bacino stesso (articolo 13)”.
“È questo che va fatto – rimarca l’esponente del Pd – contemperando i bisogni irrigui del mondo agricolo con quelli ambientali e assicurando la tutela della biodiversità, dei parchi, le esigenze energetiche e industriali”.
“L’excursus storico tracciato in Commissione dal Consorzio di bonifica della Venezia Giulia è stato importante, ma – conclude Fasiolo – sono tanti i punti in sospeso di un progetto complessivo al quale sono stati assegnati 14 milioni e che deve perciò affrontare e risolvere gli sbalzi di portata dell’Isonzo attraverso opere di valore strategico, che salvino prima di tutto l’ecosistema fluviale oggi messo a rischio”.


