Trieste, 24.08.26 – «Il potenziamento della rete ferroviaria è un obiettivo che condividiamo, ma non può essere realizzato lasciando irrisolte opere che Rfi avrebbe dovuto completare vent’anni fa. Ai cittadini dell’Isontino non si può chiedere di sopportare l’aumento del traffico ferroviario senza garantire adeguate misure di tutela da rumore e vibrazioni». Lo afferma la consigliera regionale Laura Fasiolo (Pd), che attraverso un’interpellanza urgente all’assessore regionale alle Infrastrutture Cristina Amirante, riporta in Aula la questione chiedendo un’immediata convocazione di Rfi.
«In un territorio densamente antropizzato come l’Isontino – prosegue Fasiolo – far convivere infrastrutture ferroviarie e insediamenti civili e produttivi è una necessità, ma anche una responsabilità. Vogliamo il potenziamento del traffico ferroviario, turistico e soprattutto commerciale, attraverso il territorio goriziano, l’Isontino, il Collio, il Carso, il Monfalconese e il Cervignanese. Ma questo deve avvenire affrontando finalmente le opere ancora incompiute».
Secondo Fasiolo, le questioni riguardano «i tempi inaccettabilmente lunghi per la progettazione della lunetta internazionale Italia-Slovenia, dei collegamenti ancora in alto mare Gorizia-Ronchi Sud-Ronchi Nord e della necessità di predisporre barriere protettive fonoassorbenti lungo i tratti ferroviari prossimi ai centri abitati e residenziali. Il traffico ferroviario è cresciuto e crescerà ulteriormente con l’aumento dell’attività del porto di Trieste e, ci auguriamo, del nodo di Gorizia».
Per questo, continua Fasiolo, «ho chiesto all’assessore Amirante di attivarsi per convocare immediatamente Rfi e definire tempi e modalità degli interventi. Non è più accettabile che opere previste all’atto dell’installazione del secondo binario della linea Gorizia-Udine restino ancora da completare dopo vent’anni. Pensiamo anche alla mancanza di barriere antirumore e antivibrazione presso l’ospedale Spoke di Gorizia. Il potenziamento ferroviario deve andare di pari passo con la tutela dei cittadini». Infine conclude con un appello ai sindaci interessati: «Anche loro devono essere insistenti con Rfi, chiedendo quantomeno il rallentamento della velocità in corrispondenza dei centri abitati, a destra e a sinistra dell’Isonzo».


