
Udine, 03.07.26 – «Le diverse forme di fragilità mentale devono entrare a pieno titolo nell’assistenza territoriale: la psicologia non può essere un servizio accessorio, ma una componente strutturale delle cure primarie, capace di intercettare precocemente le situazioni di disagio, sostenere le persone e prevenire l’aggravarsi delle situazioni di criticità». Lo hanno detto i consiglieri regionali Francesco Martines, Laura Fasiolo, Massimiliano Pozzo (Pd), (che insieme al consigliere Marko Pisani (Ssk) hanno sottoscritto la pdl) intervenuti oggi in una conferenza stampa per illustrare la proposta di legge “Integrazione della funzione di psicologia territoriale nell’ambito dell’assistenza primaria e distrettuale”.
L’iniziativa legislativa, hanno spiegato, si inserisce nel percorso di rafforzamento della sanità territoriale delineato dal DM 77 e conseguentemente dalla normativa regionale e punta a riconoscere la psicologia territoriale come una funzione organizzativa stabile delle cure primarie, integrata con medici di medicina generale, pediatri, infermieri di famiglia e di comunità, servizi sociali e servizi di salute mentale.
«Vogliamo costruire un modello di sanità che metta davvero al centro la persona», spiegano gli esponenti dem. «Oggi una parte rilevante dei bisogni di salute si manifesta attraverso forme di disagio psicologico ,che spesso emergono negli ambulatori dei medici di famiglia, nelle scuole, nei sei servizi sociali dei comuni. Intervenire tempestivamente significa evitare che queste condizioni evolvano, migliorare la qualità della vita dei cittadini e rendere più sostenibile l’intero sistema sanitario».
La proposta individua nei Distretti sanitari e nelle Case della comunità il luogo naturale di svolgimento della funzione di psicologia territoriale. Lo psicologo opererebbe all’interno di équipe multiprofessionali, occupandosi di valutazione precoce del disagio, consulenza e sostegno psicologico, supporto ai pazienti affetti da patologie croniche e ai loro familiari, orientamento verso i servizi specialistici e promozione di attività di prevenzione ed educazione alla salute.
Particolare attenzione, «viene riservata anche al mondo della scuola, attraverso la previsione di un protocollo d’intesa tra Regione e Ufficio scolastico regionale per sviluppare interventi di ascolto, prevenzione e sostegno rivolti agli studenti, alle famiglie e al personale scolastico, favorendo l’individuazione precoce delle situazioni di fragilità».
La norma prevede inoltre la Tutela delle minoranze linguistiche nei servizi di psicologia territoriale nei territori caratterizzati dalla presenza delle minoranze linguistiche riconosciute
dalla normativa statale e regionale.
La proposta valorizza inoltre il lavoro di rete con i servizi sociali, il Terzo settore e il sistema sanitario territoriale e introduce un modello flessibile per il reclutamento degli psicologi, consentendo alle Aziende sanitarie di avvalersi di professionisti convenzionati, specialisti ambulatoriali e dirigenti psicologi.
«Questa proposta – concludono Martines, Fasiolo e Pozzo – rappresenta un passo concreto verso una sanità più vicina ai cittadini, orientata alla prevenzione e alla presa in carico integrata. Investire sul benessere psicologico significa investire sulla salute delle comunità e sulla qualità del nostro sistema sanitario regionale».
I dati delineano un quadro in chiaroscuro del disagio giovanile in Friuli Venezia Giulia. Da un lato, la regione presenta alcuni indicatori incoraggianti: secondo il sistema di sorveglianza PASSI dell’Istituto Superiore di Sanità, la prevalenza dello stato depressivo è pari al 3,4%, un dato significativamente inferiore alla media nazionale (5,9%) e in miglioramento rispetto agli anni precedenti. Anche sul fronte della prevenzione dell’eccesso ponderale, il Friuli Venezia Giulia si distingue per una maggiore attenzione da parte dei servizi sanitari: oltre la metà delle persone in sovrappeso (53,2%) dichiara infatti di aver ricevuto il consiglio di perdere peso da un operatore sanitario.
Accanto a questi elementi positivi emergono tuttavia criticità che riguardano soprattutto i comportamenti a rischio. Il consumo di alcol resta sensibilmente superiore alla media nazionale: il 73,5% della popolazione dichiara di consumare bevande alcoliche (contro il 58,4% italiano), mentre il consumo fuori pasto (18,4%) e il binge drinking (15,4%) registrano valori nettamente più elevati rispetto al resto del Paese. I dati nazionali evidenziano un crescente disagio psicologico tra i giovani, con sentimenti di incertezza, ansia e panico, insieme all’aumento del consumo di sostanze, dei disturbi alimentari e dei fenomeni di bullismo e cyberbullismo.
In questo contesto, l’esperienza sviluppata da ASUGI è un modello efficace di prevenzione e presa in carico precoce.
Specchietto riassuntivo:
3,4% stato depressivo in FVG (Italia 5,9%)
73,5% consumo di alcol (Italia 58,4%)
18,4% consumo di alcol fuori pasto (Italia 10,1%)
15,4% binge drinking (bere in modo eccessivo) (Italia 9,6%)
53,2% delle persone in sovrappeso riceve il consiglio di perdere peso dal personale sanitario (circa 10 punti percentuali sopra la media nazionale)

