FASIOLO: Misure straordinarie per la continuità operativa, la delocalizzazione temporanea e il rilancio delle imprese insediate nelle aree interdette dagli eventi calamitosi del novembre 2025

Pubblicato il giovedì 18 Giu 2026

Mozione n.

Oggetto: Misure straordinarie per la continuità operativa, la delocalizzazione temporanea e il rilancio delle imprese insediate nelle aree interdette dagli eventi calamitosi del novembre 2025

Proponenti: FASIOLO, CARLI, CELOTTI, CONFICONI, COSOLINI, MARTINES, MENTIL, MORETTI, PISANI, POZZO, RUSSO, BULLIAN, CAPOZZI, HONSELL, LIGUORI, MASSOLINO, MORETUZZO, PELLEGRINO, PUTTO

PREMESSO CHE
• gli eccezionali eventi meteorologici verificatisi nel mese di novembre 2025 hanno provocato ingenti danni alle attività economiche e produttive del territorio regionale, con particolare gravità nelle aree successivamente individuate come soggette a limitazioni o divieti di accesso;
• a seguito dell’emergenza sono state delimitate aree interdette all’accesso all’interno delle quali risultano insediate numerose imprese agricole, forestali, della pesca, artigianali, commerciali e produttive;
• molte attività economiche risultano tuttora impossibilitate ad accedere ai propri immobili, agli impianti, ai macchinari, alle attrezzature e alle infrastrutture necessarie allo svolgimento dell’attività produttiva, con conseguente impossibilità di generare reddito e mantenere la normale operatività aziendale;
RICORDATO CHE
• con deliberazione della Giunta regionale n. 479 del 10 aprile 2026 la Regione Friuli Venezia Giulia ha approvato le modalità e i criteri per la concessione di contributi finalizzati al sostegno della ripresa delle imprese del settore agricolo, forestale e della pesca colpite dagli eventi meteorologici del 16 e 17 novembre 2025;
• tale provvedimento rappresenta un importante primo intervento volto al ripristino delle strutture produttive, degli impianti, delle attrezzature, delle scorte e delle altre dotazioni aziendali danneggiate, prevedendo altresì la possibilità di riconoscere contributi per la perdita di reddito conseguente alla sospensione dell’attività;
• la medesima deliberazione consente inoltre la ricognizione di ulteriori tipologie di danno, quali le spese per sedi temporanee alternative, la ricostruzione di immobili distrutti e altri costi indirettamente connessi agli eventi calamitosi, ai fini di eventuali successivi finanziamenti regionali o statali;
CONSIDERATO CHE
• le misure finora adottate risultano prevalentemente orientate al ristoro e al ripristino dei danni materiali già accertati, presupponendo nella maggior parte dei casi la possibilità di accedere ai luoghi colpiti e di programmare gli interventi necessari alla ricostruzione o alla ripresa delle attività;
• numerose imprese localizzate nelle cosiddette “zone rosse” si trovano invece nell’impossibilità materiale di avviare qualsiasi intervento di ripristino, di predisporre progetti esecutivi, di reinstallare impianti o di riattivare la produzione a causa del permanere delle interdizioni e delle limitazioni di accesso;
• in tali circostanze il danno economico non è rappresentato soltanto dalle distruzioni subite, ma soprattutto dalla protratta impossibilità di operare, che comporta perdita di fatturato, riduzione della competitività e rischio concreto di cessazione definitiva dell’attività;
• le imprese interessate continuano nel frattempo a sostenere costi fissi incomprimibili, quali canoni di locazione, utenze, assicurazioni, adempimenti amministrativi, oneri finanziari e costi del personale, senza poter disporre di adeguate fonti di ricavo;
EVIDENZIATO CHE
• la perdita anche di una sola parte del tessuto produttivo insediato nelle aree interessate comporterebbe rilevanti conseguenze occupazionali, economiche e sociali, con ripercussioni sull’intero sistema territoriale e sulle filiere produttive collegate;
• la tutela della continuità aziendale durante la fase emergenziale rappresenta un obiettivo complementare e altrettanto importante rispetto alla ricostruzione materiale dei beni danneggiati;
• le misure attualmente previste per la perdita di reddito risultano limitate temporalmente e potrebbero non essere adeguate rispetto a situazioni nelle quali l’impossibilità di accesso alle aree interdette si protragga per periodi significativamente più lunghi;
PRESO ATTO CHE
• in numerosi contesti nazionali ed europei interessati da calamità naturali sono stati attivati strumenti specifici per sostenere la continuità operativa delle imprese, favorire la delocalizzazione temporanea delle attività e garantire il mantenimento dei livelli occupazionali durante le fasi emergenziali;
• l’individuazione di sedi produttive temporanee, l’erogazione di contributi per il trasferimento di impianti e attrezzature e l’attivazione di misure di sostegno alla liquidità rappresentano strumenti particolarmente efficaci per evitare la chiusura definitiva delle imprese colpite;
ATTESO CHE
• appare necessario affiancare alle misure già adottate ulteriori interventi straordinari, specificamente orientati alla continuità aziendale, alla salvaguardia dell’occupazione e alla ripartenza delle attività produttive localizzate nelle aree ancora soggette a limitazioni di accesso;
• risulta altresì opportuno valutare il potenziamento degli strumenti già previsti dalla deliberazione n. 479/2026, sia sotto il profilo dell’intensità dell’aiuto sia sotto il profilo della liquidità immediatamente disponibile per le imprese.
IMPEGNA LA GIUNTA REGIONALE
1. a predisporre una misura straordinaria di sostegno alla continuità aziendale delle imprese ubicate nelle aree tuttora soggette a interdizione o limitazione dell’accesso, finalizzata alla copertura almeno parziale dei costi fissi sostenuti durante il periodo di inattività forzata;
2. a valutare il potenziamento delle misure previste dalla deliberazione n. 479/2026, incrementando l’intensità dei contributi concedibili per le imprese che, a causa del permanere delle interdizioni, non siano ancora nelle condizioni di avviare gli interventi di ripristino;
3. a prevedere l’estensione temporale delle misure di compensazione della perdita di reddito, attualmente previste, qualora la sospensione dell’attività si protragga oltre i termini inizialmente considerati;
4. a individuare strumenti specifici per favorire la delocalizzazione temporanea delle attività produttive, sostenendo le spese per il trasferimento provvisorio di impianti, attrezzature, magazzini e sedi operative, nonché i costi di locazione di immobili alternativi;
5. a valutare l’istituzione di una linea straordinaria di anticipazione finanziaria o di liquidità immediata, anche mediante convenzioni con il sistema bancario regionale, destinata alle imprese impossibilitate ad accedere ai propri siti produttivi;
6. a semplificare e accelerare le procedure di concessione ed erogazione dei contributi, valutando l’incremento delle percentuali di anticipazione e la riduzione degli oneri amministrativi a carico delle imprese beneficiarie;
7. a prevedere misure premiali e incentivi specifici per le imprese che mantengano i livelli occupazionali durante il periodo emergenziale e nella fase di ripresa dell’attività;
8. a prorogare automaticamente i termini relativi a bandi, contributi, autorizzazioni, adempimenti e procedimenti regionali riguardanti imprese localizzate nelle aree interdette, per un periodo almeno corrispondente alla durata delle limitazioni di accesso;
9. a predisporre un piano di rilancio economico delle aree colpite, da attivare una volta cessata l’emergenza, comprendente misure per la ripartenza produttiva, la promozione degli investimenti e il recupero della competitività delle imprese interessate;
10. a promuovere nei confronti del Governo nazionale ogni iniziativa utile a ottenere ulteriori risorse e strumenti normativi straordinari, finalizzati alla salvaguardia del tessuto produttivo, dell’occupazione e della continuità economica delle imprese colpite dagli eventi calamitosi del novembre 2025.

Presentata alla Presidenza il giorno 18.06.2026

4836 - FAS Mozione Frana di Brazzano

Ne parlano

Laura Fasiolo

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Laura Fasiolo
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