Trieste, 14.04.26 – «Riconosco l’importante lavoro di garanzia espletato dal difensore civico nell’ultimo anno, che ha portato a un aumento considerevole delle situazioni seguite e quindi dei cittadini e delle cittadine supportati. Il passo successivo deve essere di garantire equità di accesso a chiunque, a prescindere dal comune di residenza». Lo afferma la consigliera regionale Manuela Celotti (Pd) commentando i dati illustrati oggi dal Difensore civico all’Ufficio di presidenza del Consiglio regionale.
«È necessario ora affrontare un passaggio ulteriore, perché l’attuale norma prevede che l’attività del difensore in rappresentanza dei cittadini possa essere espletata nei confronti dei Comuni, ma solo se questi hanno previamente stipulato una convenzione con il difensore stesso. Una situazione che crea cittadini di serie A e cittadini di serie B, a seconda del Comune in cui sono residenti, visto che la stragrande maggioranza dei comuni ancora non si è convenzionata» continua Celotti sottolineando che «rispetto a questo ho in più occasioni avanzato la proposta che tale diritto venga garantito a tutti e tutte i cittadini e le cittadine della Regione, senza distinzione alcuna».
E ancora, continua, «si tratta anche di promuovere un cambio culturale rispetto alla funzione del difensore civico, che attraverso la propria azione può rappresentare uno stimolo per la pubblica amministrazione a migliorare i servizi e i tempi di erogazione». Infine, conclude Celotti, «sono ben consapevole delle difficoltà amministrative in cui versano i Comuni, soprattutto quelli più piccoli, e spesso intervengo in Aula per chiedere attenzione su questo, ma la soluzione deve essere una vera strategia per rafforzare i municipi e per rafforzare la gestione sovracomunale di uffici e funzioni, non certo la riduzione delle garanzie per i cittadini».


