Foto di Martina Andenna del Tagliamento

 

Udine, 12.03.26 – «I corsi d’acqua che attraversano i nostri territori hanno un valore profondo legato all’ambiente circostante e un ruolo centrale rispetto alle priorità di mitigazione e adattamento al cambiamento climatico, soprattutto alla luce degli eventi estremi sia alluvionali, sia legati alla siccità. In questo contesto i contratti di fiume assumono una valenza decisiva anche per una necessaria diffusione di questa cultura e della presa di coscienza da parte di tutta la comunità regionale». Lo affermano i consiglieri regionali Francesco Martines e Massimiliano Pozzo (Pd), presenti oggi a Cividale del Friuli al Tavolo regionale dei contratti di fiume.

«I contratti di fiume, al centro del convegno odierno, sono strumenti importanti per intercettare il cambiamento culturale delle stesse comunità che vengono attraversate da questi corsi d’acqua.

I contratti di fiume, che interessano sempre più territori e più Comuni, oltre a essere utili per salvaguardare e valorizzare l’ambiente interessato, aiutano a far prendere coscienza collettiva del valore degli ambiti fluviali» commentano ancora Martines e Pozzo. «I fiumi – continuano – fanno parte della storia di ogni territorio e delle persone che lo vivono e che in quei luoghi si riconoscono». E ancora, secondo i due consiglieri, «è importante che attraverso questo strumento si crei più coscienza in termini di cura e potenzialità. L’ambiente con i propri corsi d’acqua va salvaguardato e serve continuare anche a operare per prevenire possibili inquinamenti. Insomma – continuano – i contratti di fiume servono a tutelare l’equilibrio ecologico e incrementare la biodiversità e questo messaggio deve diventare patrimonio collettivo, a partire dalla conoscenza portata ai giovani attraverso le scuole. Quando guardiamo ai fiumi vediamo rischi e pericoli, ad esempio di esondazioni, e su quelli serve aumentare la prevenzione. Ma vediamo anche un patrimonio da valorizzare, volano culturale, sociale ed economico. Grazie ai Comuni – concludono – alle tante associazioni attive, all’università, allo sforzo delle direzioni regionali, a Compa e a tutti gli attori coinvolti oggi per questo lavoro».

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