Relazione di minoranza sul Disegno di Legge n. 73 Disposizioni urgenti in materia di autonomie locali e funzione pubblica e altre disposizioni di settore
Presentato dalla Giunta regionale il 12 febbraio 2026
Egregio Presidente, Gentili Colleghe e Colleghi,
il presente disegno di legge che la Giunta porta alla nostra attenzione affronta diverse tematiche, suddivise in cinque capi più quello finale, sul cui contenuto e carattere d’urgenza va fatta un’analisi differenziata.
Andando con ordine, abbiamo colto con interesse i contenuti del capo I, aiuti economici agli enti locali dei territori colpiti dagli eventi alluvionali dello scorso novembre che si vanno ad aggiungere agli interventi urgenti messi in campo dalla Protezione Civile regionale per le popolazioni e gli enti interessati, rinforzati da due misure normative che li sostengono per i conseguenti problemi legati all’attività amministrativa che necessariamente ha dovuto spostare l’asse d’intervento dalla programmazione al contrasto all’emergenza.
Gli aiuti immediati a cittadini e imprese sono i più urgenti in assoluto, per permettere un rapido ritorno ad una vita normale, o a quanto di più simile ci possa essere in questi casi, poi viene il tempo della ricostruzione e della normalizzazione a medio-lungo termine che passa anche per il supporto economico ai Comuni, che si sono fatti carico per primi della fase emergenziale.
Riteniamo però che lo stanziamento individuato nell’art. 1 possa essere esteso per dare non solo un ristoro alle spese emergenziali patite dai Comuni alluvionati, non ancora concluse, ma anche per dare loro uno strumento economico per contribuire finanziariamente ai danni subiti da cittadini e imprese o sollevarli ulteriormente mediante strumenti quali la detassazione, come peraltro ricordato in commissione dallo stesso capogruppo della Lega Calligaris. Per questo motivo presenteremo una proposta emendativa in Aula tesa ad aumentare le poste finanziarie.
L’esclusione dai sanzionamenti prevista dall’art. 2 va nella giusta direzione di non precludere la strada di partecipare al riparto della futura concertazione se gli uffici di ragioneria non saranno in grado di rispettare i tempi di caricamento dei bilanci nelle banche dati, vista la grande importanza che riveste quel canale contributivo per le spese d’investimento degli enti locali, specie quelli più piccoli. Il nostro auspicio è che questa norma serva in particolare a qualcuno di questi enti che da anni non vede ripagato il loro sforzo di presentare progetti e si è visto sistematicamente negare l’accesso ai fondi.
Il tema della spesa di personale introdotto dell’art. 3, che trova poi un ulteriore passaggio all’art. 17, evidenzia le difficoltà a organizzare servizi di qualità con le attuali piante organiche dei comuni medio-piccoli: la spesa aggiuntiva compensata per le attività emergenziali ai fini del calcolo della soglia di spesa è una tantum per quelli colpiti dal maltempo, ma resta il problema generale di reperire e garantire la continuità delle dotazioni, che deve passare necessariamente anche per un irrobustimento dei trasferimenti verso i Comuni, alle prese, giustamente, anche per i costi dei rinnovi dei contratti.
L’attenzione del Partito Democratico verso gli enti locali e il personale del comparto unico è alta e numerose sono le proposte che abbiamo fatto in questi anni, solo in minima parte recepita, con un deciso ritardo, dalla maggioranza.
Siamo perciò fortemente preoccupati per l’ulteriore tegola della revisione dell’elenco dei comuni montani del Ministro Calderoli, che in Friuli Venezia Giulia taglia ben 32 comuni e tocca anche alcuni dei destinatari dei provvedimenti dei primi tre articoli: sollecitiamo caldamente il Presidente e la Giunta regionale a farsi carico del problema, utilizzando al meglio la nostra Autonomia per contrastare i danni prodotti da questa decisione del Governo.
Per quanto riguarda il Capo II rileviamo che si continua a derogare sugli orari di apertura dei seggi, sui quali si potrebbe aprire una discussione per valutare una modifica della norma per introdurre sistematicamente la votazione nella giornata di lunedì; si allinea il limite d’età delle persone chiamate a far parte delle sezioni elettorali, questione che avevamo sollevato agli uffici nei mesi scorsi anche in funzione dell’eventuale concomitanza di consultazioni nazionali e locali che avrebbero potuto mettere in difficoltà le commissioni elettorali chiamate a nominare gli scrutatori in presenza di limiti diversi tra Stato e Regione; si semplificano alcuni aspetti del procedimento elettorale introducendo l’uso della pec e il digitale per la presentazione dei simboli di lista; si riduce la possibilità per il cittadino di consultare i dati elettorali d’archivio, mantenendo il diritto d’accesso per i risultati.
Il Capo III riguarda un unico articolo con un provvedimento che segue quello approvato lo scorso anno per i contributi ai privati per l’installazione di sistemi di allarme e videosorveglianza, autorizzando l’utilizzo di fondi per lo scorrimento/esaurimento delle graduatorie dell’anno precedente. Ci aspettiamo pertanto la riproposizione della copertura anche per i privati per le domande 2025, ed è evidente che se si vuole riproporre le linee contributiva ordinariamente, privati e imprese, vanno individuati stanziamenti congrui che non costringano alla continua rincorsa, e l’uso del carattere d’urgenza qui dichiarato.
Abbiamo espresso un voto favorevole all’emendamento della Giunta che aggiunge un contributo importante al Capo IV, composto originariamente da due soli articoli di cui quello sulle procedure selettive porta una effettiva innovazione, mentre quello su Erpac è mero atto tecnico.
L’emendamento consente di realizzare progressioni verticali in maniera più agile nei Comuni con meno di 15 dipendenti, misura che riteniamo importante, ma che si deve accompagnare alla revisione del mansionario per consentire le progressioni anche in deroga ai titoli di studio. Un passaggio, questo, che abbiamo sostenuto affiancandoci ad ANCI e ai sindaci del territorio e rispetto al quale abbiamo chiesto alla Giunta regionale di fare passi in avanti nella contrattazione dei CCRL. Molti dipendenti di grande esperienza ma senza laurea hanno affiancato gli amministratori in questi anni difficili e hanno tenuto in piedi uffici e Comuni: questa esperienza va riconosciuta e valorizzata attraverso misure mirate.
L’art. 16 del Capo V riporta un provvedimento che vediamo ormai con frequenza nelle varie leggi finanziarie e multisettoriali, un cambio di intervento peraltro definito solo qualche mese fa in occasione dell’approvazione della tabella di concertazione nell’Assestamento di bilancio. Auspichiamo che con il nuovo provvedimento di conferma si stabiliscano termini più congrui per la realizzazione del progetto, posto che al Comune era stato assegnato l’intero importo di 800.000 euro sul 2025, e difficilmente l’iter poteva essere concluso entro l’anno. E auspichiamo in generale che i fondi per la concertazione vengano attribuiti con tempistiche adeguate rispetto alle annualità di assegnazione, per non mettere gli enti beneficiari nelle condizioni di dover ricorrere più del necessario a richieste di proroga.
All’art. 17, già citato nel passaggio sull’art. 3, troviamo una proposta riguardante l’esclusione della spesa per i Segretari comunali ai fini del calcolo della soglia che ci trova favorevoli e che riteniamo anzi insufficiente, per cui in Commissione abbiamo chiesto di aumentare il tetto da cinquemila a diecimila abitanti, così da ampliare il numero di Comuni che potranno beneficiare più ampiamente della percentuale sulla spesa di personale assegnata. Un’ipotesi che è stata colta dalla maggioranza, tant’è che presenteremo un emendamento congiunto già annunciato insieme al Consigliere Di Bert.
Questa è sicuramente una norma positiva, che potrà avere benefici effetti sull’acquisizione dei Segretari da parte dei Comuni, tematica ancora aperta per la quale serve un’accelerazione sui concorsi per l’abilitazione, verificatasi parzialmente negli ultimi anni, e sull’acquisizione di personale in genere, visto che si apriranno discreti spazi. Tra le nostre proposte non accolte dalla maggioranza gli anni scorsi, in linea con questa norma, c’era anche quella di escludere gli agenti di Polizia locale dal computo della spesa, per incentivare l’assunzione di agenti nei servizi e corpi del FVG, largamente sotto organico in particolare nei comuni medio -piccoli.
Il nostro voto di astensione al provvedimento in Commissione è un segnale di apertura alla maggioranza, valuteremo la posizione per il voto finale in base alla discussione sull’articolato e alla posizione sulle proposte che porteremo all’attenzione dell’Aula.
Francesco Russo
Trieste, 23 febbraio 2026
4499 - RUS DDL 73 relazione minoranza





