RELAZIONE DELLA I COMMISSIONE PERMANENTE sulla MOZIONE N. 149 Previsione di una retribuzione minima oraria nei contratti di appalto degli enti pubblici regionali, degli enti locali e dei Comuni del Friuli Venezia Giulia
Presentata dai Consiglieri Moretti, Carli, Celotti, Conficoni, Cosolini, Fasiolo, Martines, Mentil, Pisani, Pozzo, Russo, Bullian, Honsell, Liguori, Massolino, Moretuzzo, Pellegrino, Putto
il 16 maggio 2025
esaminata in sede referente, ai sensi dell’articolo 143, comma 4 bis, del Regolamento interno il 19 febbraio 2026
Signor Presidente, Colleghe e Colleghi,
arriviamo alla discussione in Aulla della mozione n. 149, dopo il deposito del 16 maggio, la discussione in Aula del 30 settembre 2025 e la decisione di rinviare l’esame della stessa in sede referente alla I Commissione ai sensi dell’articolo 143, comma 4 bis del regolamento interno.
Una scelta che non abbiamo avuto problemi a condividere dopo che, anche da una parte della stessa maggioranza, erano arrivate richieste di sospensione dell’esame, in attesa di conoscere il pronunciamento della Corte Costituzionale rispetto ai provvedimenti legislativi sullo stesso tema approvati in altri Consigli regionali come quello della Toscana e della Puglia. Proposta che ha avuto un consenso unanime.
Il 19 febbraio la mozione è stata calendarizzata in I Commissione: la discussione avvenuta in Commissione si è concentrata in particolare sul pronunciamento della Corte costituzionale del 5 novembre scorso che, con la sentenza n. 188 (depositata il 16 dicembre 2025), ha respinto il ricorso del Governo Meloni sulla legge regionale della Puglia 30/2024 proprio sul salario minimo.
Questa sentenza della Corte, la si guardi sotto il profilo giuridico ma anche dal punto di vista della sostanza, dovrebbe sgomberare il campo da qualsiasi alibi o titubanze più o meno motivate sul tema, iniziando ad agire affrontando una problematica che non può più essere ignorata.
La Regione Fvg non può più tirarsi indietro e deve dare il buon esempio utilizzando bene anche la propria autonomia prendendo posizione su un problema che esiste, quello dei bassi redditi, approvando quindi il livello minimo di salario orario lordo di 9 euro nei contratti di appalto degli enti pubblici regionali del Fvg.
Si tratta di tema centrale, di una battaglia di civiltà e dignità in un momento storico in cui il tema delle basse retribuzioni è reale, urgente e non più differibile. Non vuole essere un’invasione di campo da parte delle istituzioni o della politica in una materia nella quale le relazioni sindacali svolgono un ruolo importante, ma è un dato di fatto che il tema non può più essere lasciato alla sola contrattazione sindacale. Su questo, come centrosinistra, non intendiamo tornare indietro.
Giova ricordare che in un contesto di regressione dei salari e di condizioni lavorative in generale peggioramento è dovere delle istituzioni tutelare diritti e dignità dei lavoratori rispetto a una giusta retribuzione.
L’Italia è uno dei pochi Stati dell’Unione europea che, nonostante la Direttiva 2041/2022, non ha una legge sul salario minimo: ecco perché auspichiamo che anche la nostra regione si esprima a favore di una retribuzione minima di nove euro l’ora nei contratti di appalto degli enti pubblici regionali secondo quello che è l’ultimo pronunciamento della Corte Costituzionale.
La mozione 149, per la quale ringrazio le colleghe e i colleghi dell’opposizione che l’hanno sottoscritta, è un atto di indirizzo alla Giunta, non quindi un provvedimento legislativo che potrebbe dare adito a ricorsi o contenziosi dall’esito incerto. Esso è pertanto un documento aperto a miglioramenti e modifiche che consentirebbe alla Giunta regionale di farsi parte attiva presso il Governo ed il Parlamento italiano per sollecitare il recepimento della Direttiva del Parlamento europeo e del Consiglio del 19 ottobre 2022 relativa a salari minimi adeguati nell’Unione europea.
Non si abbia paura, non vi siano timidezze su questo: la Giunta regionale comunque potrebbe dare indirizzo ai propri uffici, ed agli enti e proprie agenzie regionali, ed agli enti locali (in Italia già alcuni applicano il salario minimo per gli appalti di servizio e le opere pubbliche) di applicare l’articolo 11 del Codice appalti e verificare che i contratti applicati nelle procedure di gara prevedano un trattamento economico minimo inderogabile pari a 9 euro l’ora lordi.
Nel suo intervento in I Commissione, l’assessore Callari ha riconosciuto che la questione salariale è un problema da affrontare perché lo sviluppo economico del Paese e della nostra regione passa anche dall’aumento dei salari, annunciando di essere al lavoro su un provvedimento relativo alle stazioni appaltanti che preveda meccanismi di premialità per le imprese che applicheranno contratti che rispettino o superino i 9 euro orari.
Secondo l’assessore si tratterebbe di una soluzione ritenuta più prudente sul piano costituzionale e coerente con l’obiettivo di fare della Regione Fvg un esempio virtuoso.
A questo punto valuteremo in Aula le aperture dell’assessore riferite in Commissione e capiremo meglio come esse si potrebbero concretizzare nell’atto di indirizzo in discussione oggi, ovvero in un provvedimento legislativo regionale.
Si tratterebbe comunque solo di un primo passo verso la direzione indicata dalla mozione 149 che sicuramente ha contribuito in modo fattivo a smuovere l’inerzia della Giunta sul tema.
Diego Moretti
Relazione presentata alla Presidenza il 23 febbraio 2026
4486 - MOR Rel_Aula Mozione 149-Salario minimo contratti ee.pp.





